È morto ieri, 17 aprile a Città del Messico, Gabriel Garcia Marquez il più grande scrittore del XX secolo, alla veneranda età di 87 anni.
Giornalista e scrittore, colombiano di nascita, è nato il 6 marzo del 1927 ad Aracataca, le sue opere sono state tradotte in tutte le lingue e ha venduto 50 milioni di copie.
«Gabo», così soprannominato, è il maggior esponente del realismo magico.
Il blog è dedicato a chi, come me, ama leggere... anzi divorare libri ed immedesimarsi nel protagonista o nella storia e, mentre legge, vede attraverso le parole anche i posti e le persone descritte nel testo. Un libro apre la mente e mostra nuovi orizzonti.
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venerdì 18 aprile 2014
venerdì 7 ottobre 2011
Premio Nobel per la Letteratura 2011: Tomas Tranströmer

L'Accademia Svedese ha assegnato il Premio Nobel per la Letteratura 2011 al poeta svedese
Tomas Tranströmer
con la seguente motivazione:
"Attraverso le sue immagini dense e limpide ci ha offerto un nuovo accesso alla realtà"
Tomas Tranströmer, nasce a Stoccolma il 15 aprile 1931. Si è laureato in Psicologia all’Università di Stoccolma nel 1956 e, successivamente, ha lavorato all’Istituto Psicotecnologico dell’università e in un istituto di detenzione minorile a Roxtuna.
A 23 anni debutta con la raccolta “17 Dikter”, che include poesie e versi sciolti giovanili. Dagli anni ’60 in poi, si divide tra la scrittura e il suo lavoro di psicologo. È stato insignito di numerosi riconoscimenti come il Premio Internazionale Neustadt per la Letteratura, il Germany’s Petrarch Prize e lo Swedish Academy’s Nordic Prize. Inoltre, la città di Vasteras ha istituito il Premio Tranströmer nel 1997.
Nel 1990 Tranströmer è stato colpito da un ictus, che gli ha lasciato difficoltà nel parlare, ma non nello scrivere e poetare.
Le sue opere sono tradotte in 50 lingue, ispirate ai viaggi, ad esperienze personali e metafisiche.
In Italia è un poeta poco conosciuto, nel 1996 l’editore Crocetti ha pubblicato “Nell’antologia della poesia svedese contemporanea” e, nel 2008, “Poesia dal silenzio”, da cui è tratta il seguente componimento:
Pagina di libro notturno
Sbarcai una notte di maggio
in un gelido chiaro di luna
dove erba e fiori erano grigi
ma il profumo verde.
Salii piano un pendìo
nella daltonica notte
mentre pietre bianche
segnalavano alla luna.
Uno spazio di tempo
lungo qualche minuto
largo cinquantotto anni.
E dietro di me
oltre le plumbee acque luccicanti
c’era l’altra costa
e i dominatori.
Uomini con futuro
invece di volti.
sabato 5 giugno 2010
Premio Nobel per la Letteratura nel 1904: Frédéric Mistral.

Motivazione: "in riconoscimento della chiara originalità e della vera ispirazione della sua produzione poetica, che splendidamente riflette gli scenari naturali e lo spirito nativo del suo popolo, e, in aggiunta, al suo importante lavoro come filologo provenzale"
Mistral nacque a Maillane (in occitano: Malhana), nei pressi di Arles, da François Mistral e Adélaide Poulinet, una famiglia di contadini benestanti. Il giovane Frédéric fu mandato a scuola piuttosto tardi, a nove anni d'età, e frequentò le scuole ad Avignone ed a Nîmes. Fu grazie all'incontro con il poeta Joseph Roumanille, suo insegnante e di dodici anni più vecchio, che si avvicinò alla letteratura provenzale e che cominciò ad interessarsi al provenzale, "prima lingua letteraria dell'Europa civilizzata".
Mistral studiò giurisprudenza ad Aix-en-Provence fino al 1851, anno della laurea; dopodiché si stabilì a Maillane e nel 1854 fondò, assieme a Roumanille, Félix Gras, Théodore Aubanel ed altri il movimento Félibrige (in grafia classica: Felibritge), che aveva come scopo la riscoperta e la valorizzazione della lingua provenzale nella letteratura. Anche se all'epoca di Mistral per "provenzale" si intendevano non solo le parlate della Provenza, ma per estensione tutte quelle dell'Occitania, Mistral si prodigò in primo luogo per la diffusione della variante provenzale.
Dal 1859 Mistral fu alla testa del Félibrige e il suo più creativo contributore. Con la sua opera, Mistral riabilitò la lingua provenzale, facendola assurgere ai fastigi della poesia epica; la qualità dei suoi componimenti venne in seguito consacrata dall'ottenimento dei più prestigiosi premi letterari.
Il Félibrige - i cui membri si chiamarono félibres - accolse anche tutti i poeti occitani espulsi dalla Spagna di Isabella II.
Nel 1859 Mistral diede alle stampe la sua opera più importante, Mirèio, un poema in versi di dodici canti al quale aveva lavorato per otto anni. Contrariamente a come sarebbe dovuta essere intitolata l'opera secondo l'ortografia abituale (Mirelha), Mistral dovette cedere all'imposizione del suo editore Roumanille e optare per una grafia semplificata, basata sul francese, che da quel momento venne chiamata "mistraliana" in opposizione alla grafia "classica" ereditata dai trobadori.
L'opera narra della bella Mireia, figlia di un ricco contadino provenzale, e del suo amore verso un cestaio di nome Vincent, osteggiato dai loro genitori. Il poema, che fonde elementi del mito di Giovanna d'Arco e della storia di Romeo e Giulietta, ma anche numerosi riferimenti alle tradizionali storie rurali provenzali, fu altamente lodato da Alphonse de Lamartine e premiato dall'Académie Française, rendendo Mistral un uomo di fama internazionale.
Mirèio ispirò, nella versione francese (Mireille), un'opera da Charles Gounod nel 1863.
L'impegno di Mistral per la rinascita della lingua provenzale si inserisce nel più ampio quadro dei risorgimenti letterari della metà del XIX secolo. Mistral propugnò l'indipendenza culturale della Provenza nei confronti della Francia centralizzatrice, e nei primi anni anche un'autonomia politica. Egli si adoperò per combattere il diffuso pregiudizio sull'arretratezza del provenzale e cercò punti di contatto della cultura occitana e mediterranea con le tradizioni dell'antichità classica. Mistral tradusse anche personalmente i suoi componimenti in lingua francese; con ciò agevolò certamente la diffusione dei suoi scritti nel mondo letterario parigino ma d'altro canto si pose in contraddizione con le sue idee di emancipazione provenzale.
Gli autori provenzali del Félibrige scoprirono nel 1861, grazie a Damas Calvet, la renaixença catalana (il rinascimento letterario della Catalogna) e intensificarono così i legami culturali tra mondo occitano e catalano, finché nel 1870 Víctor Balaguer giunse in Occitania ad offrire la "Coppa Santa" ai félibres, mentre Mistral viaggiò in Catalogna per riconoscere pubblicamente il talento poetico di Jacint Verdaguer, vincitore dei jocs florals. In questo periodo Mistral si proclamò federalista e manifestò un patriottismo provenzale alquanto intransigente.
Nel 1867 Mistral pubblicò il poema epico Calendau, riecheggiante l'Eneide nei contenuti ma contenente forti allusioni politiche e polemiche. Con quest'opera Mistral bissò il successo di Mirèio, attestandosi all'apice della sua produzione letteraria.
Salvo che per un periodo trascorso a Parigi, il poeta visse per tutta la sua vita a Maillane. Nel 1876 sposò Marie-Louise Rivière, senza avere figli.
Mistral si dedicò anche alla redazione di un dizionario della lingua provenzale (Lou tresor dóu Félibrige), opera basata su studi decennali che uscì dal 1879 al 1886 e che comprendeva anche molte voci di svariati dialetti occitani. In questo periodo Mistral si preoccupò di dare al Félibrige una struttura più panoccitana, creando tuttavia divisioni politiche tra i félibres. In assenza di una linea politica coerente, le aspirazioni di Mistral non vennero prese in considerazione dalla classe politica occitana, e la pur vasta opera non poté scongiurare la disoccitanizzazione del suo paese, già avanzata nel corso della sua vita.
Nel 1904 Mistral fu insignito, assieme al drammaturgo madrileno José Echegaray, del premio Nobel per la letteratura, "in riconoscimento della freschezza, originalità e autenticità della sua produzione letteraria, fedele riflesso dei paesaggi naturali e dello spirito naturale della sua nazione; e, inoltre, per il suo significativo lavoro come filologo provenzale".
Il poeta non presenziò alla cerimonia di premiazione, essendo presente un ministro in sua vece. Mistral destinò la somma vinta all'ampliamento della raccolta etnografica del Museon Arlaten ("Museo di Arles"). Il museo, fondato da Mistral stesso nel 1896 nei locali dell'Hôtel Laval-Castellane, conserva ancora oggi testimonianze della cultura provenzale e materiali sul Félibrige.
Frédéric Mistral morì il 25 marzo 1914 nel suo paese natale, all'età di 83 anni.
Opere:
- Li meissoun (1854)
- Mirèio (poema epico in versi, 1859)
- Calendau ("Calendario": poema epico, 1867)
- Lis isclo d’or ("Le isole d'oro": poesie e racconti, 1875)
- La Raço Latino (poesie, 1879)
- Lou tresor dóu Félibrige (dizionario della lingua provenzale moderna, 1879-1886)
- Nèrto (poema epico, 1884)
- La rèino Jano ("La regina Giovanna", dramma, 1890)
- Lou pouèmo dóu Rose ("Il poema del Rodano": racconto, 1897)
- Moun espelido, memòri e raconte (memorie e racconti, 1906)
- Discours e dicho (prosa, 1906)
- La genesi, traducho en prouvençau (1910)
- Lis Oulivado (poesie, 1912)
- Prose d’almanach, (opera postuma, 1926, 1927-1930)
lunedì 12 aprile 2010
Premio Nobel per la Letteratura nel 1902 : Christian Matthias Theodor Mommsen

Motivazione: "al più grande maestro vivente della scrittura storica, con speciale riferimento al suo maggior lavoro, Storia di Roma"
Christian Matthias Theodor Mommsen (Garding, 30 novembre 1817 – Charlottenburg, 1º novembre 1903) è stato uno storico, numismatico, giurista epigrafista e studioso tedesco.
Considerato generalmente il più grande classicista del XIX secolo. Il suo studio della storia romana è ancora di importanza fondamentale nella ricerca contemporanea.
Nato a Garding, Schleswig-Holstein, allora parte della monarchia Danese, crebbe a Oldesloe e fece i suoi primi studi ad Altona.
Mommsen studiò giurisprudenza a Kiel dal 1838 al 1843. Grazie ad una borsa di studio, poté visitare la Francia e l'Italia per approfondire la storia classica. Durante la rivoluzione del 1848, Mommsen fu corrispondente a Rendsburg e divenne professore di legge nello stesso anno all'Università di Lipsia. A causa dei suoi punti di vista liberali dovette dimettersi nel 1851, ma già nel 1852 ottenne una cattedra in Diritto romano all'Università di Zurigo e poi, nel 1854, all'Università di Breslau.
Nel 1858 fu chiamato all'Accademia delle scienze di Berlino e divenne professore di storia romana all'Università di Berlino nel 1861, dove tenne lezioni fino al 1887. Ricevette alti riconoscimenti per i suoi successi scientifici: la medaglia Pour le Mérite nel 1868, la cittadinanza onoraria di Roma e il premio Nobel per la letteratura nel 1902 per l'opera maggiore Römische Geschichte (Storia romana ). Mommsen e la moglie Marie (figlia dell'editore Karl Reimer di Lipsia), ebbero 16 figli, alcuni dei quali morirono in giovane età. Due nipoti, Hans e Wolfgang, sono eminenti storici tedeschi.
Opere scientifiche:
* Storia di Roma : il lavoro più famoso di Mommsen, un classico dei trattati di storia, comparve in tre volumi fra il 1854 e il 1856, esponendo la storia romana dalle origini alla fine della repubblica romana ed al governo di Cesare, che Mommsen ritrasse come uno dei maggiori statisti di tutti i tempi. Le vicende politiche, particolarmente della tarda repubblica, sono attentamente confrontate con gli sviluppi politici del XIX secolo.
Mommsen non scrisse mai una continuazione della sua storia romana che comprendesse le vicende del periodo imperiale, ma alcune note prese durante le sue lezioni sull'impero romano, fortunosamente ritrovate nel 1980, sono state pubblicate nel 1992, e tradotte in varie lingue tra cui l'italiano.[1] Nel 1885 apparve una descrizione delle province romane nel periodo imperiale come quinto volume della sua Storia di Roma (Le province dell'impero romano da Cesare a Diocleziano ), sebbene non esistesse un quarto volume.
* Legge Costituzionale Romana : (1871-1888). Questo trattato sistematico della legge costituzionale romana in tre volumi ha tuttora una grande importanza nello studio della storia antica.
* Diritto penale romano (1899)
* più di 1500 ulteriori studi e trattati in singole edizioni.
Mommsen pubblicò centinaia di lavori - una bibliografia del 1905 elenca oltre mille articoli - dando un nuovo ordine allo studio della storia romana. Ha aperto la strada alla epigrafia, lo studio delle iscrizioni su pietra e legno. Se il suo lavoro più noto è l'incompiuta Storia di Roma, il suo lavoro più rilevante è forse il Corpus Inscriptionum Latinarum, una collezione di iscrizioni romane alla cui raccolta contribuì l'Accademia delle Scienze di Berlino.
All'inizio della sua carriera scientifica, Mommsen già prevedeva una collezione di tutte le iscrizioni latine antiche conosciute, quando pubblicò le iscrizioni del Reame di Napoli (1852). Egli ricevette ulteriore slancio da Bartolomeo Borghesi di San Marino. Il Corpus Inscriptionum Latinarum completo doveva essere costituito da sedici volumi, di cui quindici comparsi durante la vita di Mommsen, cinque curati da Mommsen stesso. Il principio di base dell'edizione (al contrario delle raccolte precedenti) fu il metodo dell'autopsia (che in greco significa letteralmente "vedere da se stesso"), poiché tutte le iscrizioni esistenti furono esaminate de visu e confrontate all'originale.
Mommsen pubblicò inoltre le raccolte fondamentali nella legge romana: Corpus Iuris Civilis e il codex Theodosianus. Inoltre ha svolto un ruolo importante nella pubblicazione dei Monumenta Germaniae Historica, l'edizione dei testi dei padri della chiesa, una ricerca sul Limes (il confine tra impero romano e tribù germaniche) e innumerevoli altri progetti.
Mommsen fu delegato al Landtag Prussiano nel 1863 - 1866 e di nuovo nel 1873 - 1879 e delegato al Reichstag nel 1881 - 1884, inizialmente per il liberale 'Deutsche Fortschrittspartei '(Partito progressista tedesco), più tardi per i 'Nationalliberalen' ed infine per i "Secessionisti". Era molto interessato ai problemi riguardanti le politiche scientifiche ed educative, tenendo posizioni nazionalistiche. Deluso dalla politica imperiale, al cui futuro guardava in modo pessimistico, alla fine raccomandò una collaborazione fra liberali e socialdemocratici.
Per quanto riguarda le politiche sociali, Mommsen fu in disaccordo con Bismarck, nel 1881, sul problema se gli ebrei potessero essere detentori di diritti eguali a quelli degli altri cittadini tedeschi, e nel 1879 con il suo collega Heinrich von Treitschke sul cosiddetto 'Berliner Antisemitismusstreit', la "controversia antisemita".
giovedì 1 aprile 2010
Premio Nobel per la Letteratura nel 1901: Sully Prudhomme

Motivazione:"in riconoscimento della sua composizione poetica, che dà prova di un alto idealismo, perfezione artistica ed una rara combinazione di qualità tra cuore ed intelletto".
René Francois Armand Prudhomme detto Sully Prudhomme (Parigi, 16 marzo 1839 – Châtenay-Malabry, 6 settembre 1907) è stato un poeta francese, Premio Nobel per la letteratura nel 1901.
Figlio di un negoziante sarebbe voluto diventare ingegnere, ma una malattia all’occhio gli impedì di continuare gli studi presso il Politecnico. Studiò letteratura e dopo un breve periodo di lavoro presso l’industria manifatturiera, si dedicò, senza convizione a legge. Sully Prudhomme fu membro della «Conference La Bruyère», dove venne incoraggiato a dedicarsi alla poesia. Il suo primo volume, Stances et Poèmes (1865), gli dette la notorietà. Alcuni dei suoi lavori sono: De rerum natura (1878-79), Croquis italiens (1866-68), Solitudes (1869), Impressions de la guerre (1870), Les destins (1872), La révolte des fleurs (1872), La France (1874), Les vaines tendresses (1875), La justice (1878), Le bonheur (1888), Les epaves (1908). Quest'ultimo fu pubblicato postumo ed è una miscelanea di poemi. Prudhomme scrisse anche La vraie religion selon Pascal (1905).
Sully Prudhomme fu insignito del Premio Nobel per la letteratura nella prima edizione del 1901 e fu altresì membro della Accademia di Francia dal 1881 fino alla morte, avvenuta nel 1907.
Nobel per la Letteratura: introduzione.
Il Premio Nobel per la letteratura è stato previsto nel testamento di Alfred Nobel del 1895 ed è stato assegnato per la prima volta nel 1901 (come gli altri premi previsti da Nobel stesso).
Il Premio è assegnato dell'Accademia Svedese, consegnato all' "autore dell'opera letteraria più considerevole d'ispirazione idealista".
Il Premio Nobel per la letteratura non è stato assegnato sette volte (1914, 1918, 1935, 1940, 1941, 1942, 1943) ed è stato rifiutato due volte nel 1958 e nel 1964.
Il Premio è assegnato dell'Accademia Svedese, consegnato all' "autore dell'opera letteraria più considerevole d'ispirazione idealista".
Il Premio Nobel per la letteratura non è stato assegnato sette volte (1914, 1918, 1935, 1940, 1941, 1942, 1943) ed è stato rifiutato due volte nel 1958 e nel 1964.
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