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mercoledì 10 febbraio 2021

10 febbraio: Giornata del Ricordo delle Vittime delle Foibe

Oggi, 10 febbraio si ricorda il massacro degli Italiani massacrati in Istria, Dalmazia e Friuli Venezia Giulia tra il 1943 e 1945.

Le foibe sono delle cavità carsiche naturali con ingresso a strapiombo. Qui migliaia gli italiani di Istria, Dalmazia, Trieste e Gorizia furono uccisi dalle truppe iugoslave guidate da Tito, fra il 1943 e il 1947, gettati morti e vivi. Dopo la firma dell’armistizio dell’8 settembre 1943 i partigiani slavi, in Istria e Dalmazia, uccidono senza alcuna pietà gli italiani fascisti e non comunisti buttandoli nelle foibe. Venivano legati l’un con l’altro, si ammazzava il primo della fila che cadendo nello strapiombo trascinava gli altri, vivi.  Primavera 1945: la Jugoslavia occupa l’Istria, Trieste e Gorizia. Le truppe guidate da Tito uccidono gli italiani senza distinzioni di sesso, età, credo religioso e politico. Fu una strage. Una pulizia etnica. Assoluta. (clicca qui per continuare a leggere)



mercoledì 27 gennaio 2021

27 gennaio: GIORNO DELLA MEMORIA

Oggi 27 gennaio 2021 ricorre il Giorno della Memoria istituito con la Legge n. 211 del 20 luglio 2000. L’art. 1 così recita: “La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, "Giorno della Memoria", al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.”

giovedì 15 ottobre 2020

12° Tappa: Cesenatico-Cesenatico


 

Fra poche ore prenderà il via la dodicesima tappa del Giro d'Italia da Cesenatico a Cesenatico, 204 km, che passa sul tracciato della corsa ciclista de "I Nove Colli".



A Cesenatico si trova il Museo Antiquarium Comunale dove è possibile vedere i vari reperti archeologici, risalenti ai Romani, che descrivono la quotidianità del tempo come, ad esempio, gli oggetti di uso comune in ambito domestico.

mercoledì 14 ottobre 2020

11° Tappa: Porto Sant'Elpidio-Rimini

 


Oggi, mercoledì 14 ottobre 2020, si corre l'11° tappa del Giro d'Italia: Porto Sant'Elpidio-Rimini di 182 km.


Nella città di Rimini è possibile ammirare l’arco romano più antico situato nell’Italia settentrionale: Arco d’Augusto.
Esso è una porta d’ingresso posto sulla Flaminia, (strada romana risalente al console Flaminio, che nel 220 a.C. decise di creare una strada che collegasse Rimini con Roma).

martedì 13 ottobre 2020

10° Tappa: Lanciano-Tortoreto



Oggi, martedì 13 ottobre 2020, si corre la tappa n. 10 del Giro d'Italia 2020 dopo il primo giorno di pausa. 
La tappa odierna partirà da Lanciano e, dopo aver percorso 177 km, arriverà a Tortoreto.


A Lanciano è possibile visitare il Museo Diocesano (qui per accedere a un tour virtuale), ubicato nel Palazzo Arcivescovile. Esso è uno dei più importanti musei di arte sacra abruzzese.

lunedì 12 ottobre 2020

9° Tappa: San Salvo-Roccaraso (Aremogna)


 

Ieri, 11 ottobre 2020, si è corsa la nona tappa del Giro d’Italia 2020 San Salvo-Roccaraso (Aremogna), di 208 km.


Nella località di Roccaraso e, precisamente, sul Monte Zurrone si trova il Sacrario dei Caduti senza Croce.
Qui sono custodite le spoglie di 145.000 soldati caduti su tutti i fronti della Seconda Guerra Mondiale che non hanno ricevuto una degna sepoltura. Alla memoria di questi si aggiunge il ricordo delle vittime delle Foibe.

sabato 10 ottobre 2020

8° Tappa: Giovinazzo-Vieste (Gargano)

 


L'ottava tappa del Giro d'Italia 2020 si corre oggi, sabato 10 ottobre, con partenza da Giovinazzo e arrivo, dopo 200 km, a Vieste (Gargano)

A Giovinazzo si può ammirare la Torre Sant’Eustachio, che fa parte di un complesso denominata “masseria”. Qui troviamo una chiesa, una torre, una stalla e una parte adibita ad abitazione. 

giovedì 8 ottobre 2020

7° Tappa: Matera-Brindisi


Domani, venerdì 9 ottobre 2020, si corre la settima tappa del Giro d'Italia 2020 con partenza da Matera e arrivo a Brindisi, con un percorso di 143 km.


Una vera chicca che si trova nei Sassi di Matera è la Chiesa rupestre di Santa Lucia e Sant’Agata alle Malve, comprendente anche il Monastero Benedettino femminile del IX secolo.

mercoledì 7 ottobre 2020

6° Tappa: Castrovillari-Matera

 



Giovedì 6 ottobre 2020 si corre la sesta tappa del Giro d'Italia 2020: Castrovillari-Matera di 188 km.



La città di partenza della sesta tappa è Castrovillari, in provincia di Cosenza. 

Fra i vari luoghi di interesse storico-religioso segnalo il Protoconvento Francescano fondato dal confratello Pietro Catin nel 1220, per volontà stessa di San Francesco d’Assisi.
Il Convento è stato costruito dove prima si erigeva la chiesa Santa Maria della Laura, ormai in rovina. 
Lunga e travagliata è la storia del Protoconvento francescano.
Dopo un periodo di turbolenze fra gli Svevi e il Clero, l’avvento degli Angioini segna un periodo di pace.

martedì 6 ottobre 2020

5° Tappa: Mileto-Camigliatello Silano

 



Mileto-Camigliatello Silano, 225 km, è la quinta tappa del Giro d'Italia 2020.


Al chilometro 187,5 della quinta tappa il Giro attraversa la città di Cosenza dove è possibile visitare la Galleria Nazionale, che ha sede nel maestoso Palazzo Arnone del Cinquecento.

lunedì 5 ottobre 2020

4° Tappa: Catania-Villafranca Tirrena

 


La quarta tappa del Giro d'Italia è Catania-Villafranca Tirrena di 140 km.


Non si può parlare di Catania, città di partenza della quarta tappa, senza nominare la sua Santa Patrona Sant'Agata.

3° Tappa: Enna-Etna (Linguaglossa Piano Provenzana)

 


La tappa numero 3 del Giro d'Italia, appena conclusasi, è partita da Enna ed è arrivata sull'Etna, dopo 150 km, a Linguaglossa Piano Provenzana.
Il percorso di gara è passato attraverso le vie di Belpasso, in provincia di Catania.
Nel 1870 in questo comune, posto sulle pendici dell’Etna, è nato il commediografo Nino Martoglio: giornalista, poeta dialettale, regista e cinematografico.

sabato 3 ottobre 2020

2° Tappa: Alcamo-Agrigento

 


La seconda tappa del Giro d'Italia è Alcamo-Agrigento di 149 km.

Nella cittadina di Alcamo si può visitare il Castello medievale dei Conti di Modica, la cui costruzione inizia nel 1340 grazie al Conte di Caltabellotta Raimondo Peralta. Nel 1350, sotto i feudatari Enrico e Federico Chiaramonte, termina l'edificazione del maniero che viene utilizzato sia come dimora che come struttura difensiva sino al XVI secolo.

venerdì 2 ottobre 2020

1° Tappa: Monreale-Palermo



La prima tappa è Monreale-Palermo di 15,1 km, cronometro individuale.


La storia della Sicilia è legata anche alla dominazione dei Normanni che estendono la loro egemonia nell’Italia meridionale. Nel 1029 il duca di Napoli Sergio IV dà la contea di Aversa al condottiero Rainulfo della dinastia Drengot. In pochi decenni il popolo venuto dal Nord conquista l’Italia meridionale, prima sarà osteggiato dal Papa Leone IX, ma il suo successore Nicolò II ingaggia i mercenari normanni contro l’Impero tedesco.
Il Papa, con il Trattato di Melfi del 1059, nomina Roberto il Guiscardo, della dinastia normanna degli Altavilla, Duca di Puglia, Calabria e Sicilia. Gli Arabi, dopo due secoli di dominazione sull’isola, nel 1061 iniziano la guerra contro Ruggero I e, nel 1091, vengono definitivamente sconfitti. Successivamente nel 1130 Ruggero II viene incoronato re di Sicilia.
Con la conquista dell’isola, i Normanni decidono di lasciare importanti testimonianze nell’arte, soprattutto in Sicilia occidentale. L’arte normanna si fonde abilmente con quella araba, bizantina e longobarda. Nel XII secolo la complessità, raffinatezza e tecnica normanna si esibisce in grandi opere come il Duomo di Monreale.

venerdì 25 gennaio 2019

La fila giusta. In ricordo di Primo Levi

Giornata della memoria


Qual era la fila giusta? Quella dove era salva la vita? Nessuno poteva saperlo, una risposta sbagliata o una domanda non capita e si finiva in una camera a gas e morire per inalazione del famigerato Zyklon B (a base di acido cianidrico) con la scusa di fare una doccia . . . l'ultima.

Rileggendo il libro di Primo Levi Se questo è un uomo si può solo provare a immaginare lo strazio vissuto da milioni di Ebrei deportati dalla lucida follia nazista di voler sterminare un intero popolo insieme a slavi, zingari e criminali. Aberranti gli studi condotti sui bambini e, in particolare, sui gemelli.
L'antisemitismo fu teorizzato soprattutto in Germania, dal partito nazista che affermando la superiorità della razza germanica si proponeva di purificarla dalla contaminazione delle razze inferiori, eliminando totalmente l'ebraismo. 
Nel 1935 furono emanate le leggi di Norimberga che privarono gli Ebrei della nazionalità tedesca limitando, di fatto, lo svolgimento di una vita di relazione e lavorativa. Molti espatriarono, ma dopo la Notte dei Cristalli, 9 novembre 1938, fu vietato l'espatrio e avviata la cosiddetta "soluzione finale": ovvero lo sterminio con l'internamento in campi di concentramento.
In Italia Mussolini seguì la follia di Hitler imitandone le leggi razziali nel 1938, con una serie di provvedimenti che limitavano gravemente i diritti e la dignità della minoranza ebraica, che ammontava a circa 45mila persone.
Con l'avanzata delle Forze Alleate il regime nazista tentò di avviare la "soluzione finale" con l'uccisione di tutti gli internati nei campi, provando inutilmente a cancellare le prove dello sterminio attuato.

Quest'anno ricorrono i 100 anni della nascita di Primo Levi (Torino, 31 luglio 1919 ed ivi morto suicida l'11 aprile 1987), il quale dichiarò quanto segue: «È stata l'esperienza del Lager a costringermi a scrivere: non ho avuto da combattere con la pigrizia, i problemi di stile mi sembravano ridicoli; ho trovato miracolosamente il tempo di scrivere pur senza mai sottrarre neppure un'ora al mio mestiere quotidiano. Mi pareva, questo libro, di averlo già in testa tutto pronto, di doverlo solo lasciare uscire e scendere sulla carta».

martedì 28 febbraio 2017

Significato di "Carnevale" e breve storia del Carnevale in Sicilia

La parola Carnevale si ricollega al latino "Carnem Levare", cioè al divieto ecclesiastico di consumare carne durante il periodo quaresimale. Le origini della festa pagana sono antichissime: il periodo in cui si celebra fa pensare alla festa ateniese delle Antesterie, che si basava sulla processione del carronave di Iside e,anticamente, si svolgeva agli inizi di marzo e soprattutto ai Saturnali latini. Le prime notizie storiche certe sul Carnevale siciliano risalgono al 1600, si svolgeva a Palermo. Si poteva assistere alla danza "degli schiavi" durante la quale i partecipanti, travestiti da schiavi, ballavano per le strade pubbliche al suono di antichi strumenti turchi come i tamburi, o alla danza dei Balla-Virticchiper la quale i partecipanti si travestivano da pigmei e trattenevano il popolo.

venerdì 27 gennaio 2017

Giornata della Memoria, per non dimenticare. MAI!



Oggi, 27 gennaio 2017, ricorre il Giorno della Memoria istituito con la Legge n. 211 del 20 luglio 2000. 
L’art. 1 recita: “La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, "Giorno della Memoria", al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.”

Questo giorno è dedicato al ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi di concentramento nazisti. La scelta di tale data ricorda il 27 gennaio 1945, giorno in cui le truppe sovietiche scoprirono il campo di concentramento di Auschwitz e gli orrori che questo richiudeva al suo interno. Le testimonianze dei sopravvissuti rivelarono tutto l’orrore e l’efferatezza della politica nazista volta allo sterminio della razza ebrea.


Auschwitz


giovedì 5 maggio 2016

Ei fu. Siccome immobile, dato il mortal sospiro...

La notizia della morte di Napoleone, avvenuta il 5 maggio 1821, colpì profondamente Alessandro Manzoni, il quale scrisse di getto in appena tre giorni, (dal 17 al 20 luglio 1821), un'ode che ricordasse al mondo intero la vita dell'uomo Napoleone. 

Il Cinque Maggio è una profonda meditazione sul mistero della vita, delle vicende umane che sarebbero assurde qualora non fossero guidate e illuminate dalla potenza di Dio.
La protagonista dell'ode è la divina Provvidenza si è servita di lui per realizzare i propri misteriosi progetti, questo secondo la concezione cristiana del Manzoni.


Alessandro Manzoni nacque a Milano nel 1785 dal conte Piero Manzoni e da Giulia Beccaria, figlia di Cesare, autore del famoso trattato "Dei delitti e delle pene" contro la tortura e la pena di morte. Compiuti i suoi primi studi in collegi religiosi, a 20 anni si recò a Parigi, dove si formò politicamente, culturalmente e moralmente. Tornato a Milano, nel 1808, conobbe e sposò Enrichetta Blondel, visse quasi sempre a Milano. Nel 1848, insieme ad altri patrioti, firmò la petizione a Carlo Alberto perché intervenisse contro gli Austriaci. Nel 1861 fu nominato senatore del nuovo Regno d'Italia. Morì nella sua Milano nel 1873.





Il Cinque Maggio


Napoleone Bonaparte

Ei fu. Siccome immobile,
dato il mortal sospiro,
stette la spoglia immemore
orba di tanto spiro,
così percossa, attonita
la terra al nunzio sta,

muta pensando all’ultima 
ora dell’uom fatale;
né sa quando una simile
orma di piè mortale
la sua cruenta polvere a calpestar verrà.

Lui folgorante in solio
vide il mio genio e tacque;
quando, con voce assidua,
cadde, risorse e giacque,
di mille voci al sònito
mista la sua non ha:

vergin di servo encomio
e di codardo oltraggio,
sorge or commosso al sùbito 
sparir di tanto raggio,
e scioglie all’urna un cantico
che forse non morrà.

mercoledì 10 febbraio 2016

FOIBE, 10 febbraio Giornata della Memoria

Oggi, 10 febbraio si ricorda il massacro degli Italiani massacrati in Istria, Dalmazia e Friuli Venezia Giulia tra il 1943 e 1945.

Le foibe sono delle cavità carsiche naturali con ingresso a strapiombo. Qui migliaia gli italiani di Istria, Dalmazia, Trieste e Gorizia furono uccisi dalle truppe iugoslave guidate da Tito, fra il 1943 e il 1947, gettati morti e vivi. Dopo la firma dell’armistizio dell’8 settembre 1943 i partigiani slavi, in Istria e Dalmazia, uccidono senza alcuna pietà gli italiani fascisti e non comunisti buttandoli nelle foibe. Venivano legati l’un con l’altro, si ammazzava il primo della fila che cadendo nello strapiombo trascinava gli altri, vivi.  Primavera 1945: la Jugoslavia occupa l’Istria, Trieste e Gorizia. Le truppe guidate da Tito uccidono gli italiani senza distinzioni di sesso, età, credo religioso e politico. Fu una strage. Una pulizia etnica. Assoluta. 


Con la stipula del confine fra Italia e Jugoslavia del 1947, finiscono anche i massacri durati ben 4 anni.

mercoledì 27 gennaio 2016

27 gennaio "Giornata della Memoria": per non dimenticare.

Il nostro dovere è ricordare. 

Il blog “Libri, che passione!” partecipa alla Giornata della Memoria con dovere e rispetto.

Il 27 gennaio 1945 i Russi liberarono il campo di Auschwitz e il mondo scoprì l'orrore dei campi nazisti.


«È stata l'esperienza del Lager a costringermi a scrivere: non ho avuto da combattere con la pigrizia, i problemi di stile mi sembravano ridicoli, ho trovato miracolosamente il tempo di scrivere pur senza mai sottrarre neppure un'ora al mio mestiere quotidiano: mi pareva, questo libro, di averlo già in testa tutto pronto, di doverlo lasciare uscire e scendere sulla carta». 
Con queste parole Primo Levi spiega come e perché ha scritto "Se questo è un uomo":