"Un diamante è per sempre", poesia scritta ed interpretata da Francesca Pellegrino, tratta dal suo libro "Chernobylove. Il giorno dopo il vento" edito da Casa Editrice Kimerik, 2010.
Il blog è dedicato a chi, come me, ama leggere... anzi divorare libri ed immedesimarsi nel protagonista o nella storia e, mentre legge, vede attraverso le parole anche i posti e le persone descritte nel testo. Un libro apre la mente e mostra nuovi orizzonti.
mercoledì 21 marzo 2012
venerdì 16 marzo 2012
“Anime e sangue”, di Francesco Grimandi.

“Anime e sangue”
di Francesco Grimandi
Zerounoundici Edizioni, 2011
pp. 118, brossura
€ 12,50
Bologna, autunno 1325. Una serie di efferati omicidi, un dilemma che inchioda chi è chiamato a investigare, un mistero non facile da risolvere. In una città al culmine del suo periodo d'oro, in scontro perenne con Modena, eterna rivale, conflitti e tensioni si delineano sullo sfondo del confronto personale tra l'assassino e Jacopo Lamberti, uomo di giustizia dai molti dubbi. In un duello a distanza, contro tutto e tutti, Jacopo dovrà scoprire chi si cela dietro l'indecifrabile omicida che colpisce di notte e infierisce sulle sue vittime, senza motivo apparente. In una corsa contro il tempo tenterà di fermarlo, ma le conseguenze saranno imprevedibili.
Suggerimenti di lettura di Chiara D’Amico
“Scimmie”, di Alessandro Gallo.

“Scimmie”
di Alessandro Gallo
Navarra Editore, 2011
pp. 80
€ 10,00
Liberamente ispirato alla figura di Giancarlo Siani per il personaggio del giornalista, e a tanti giovani che rischiano di cadere nelle reti della criminalità, "Scimmie" è un romanzo ruvido, acerbo, come i quindici anni dei tre protagonisti, messi a fuoco dalla giovane voce di Alessandro Gallo, un esordiente che promette molto. Napoli, 1985. Tre quindicenni: Pummarò, Panzarotto e Bacchettone. Il desiderio di essere qualcuno, di evidenziarsi tra la massa informe degli adolescenti di strati sociali più bassi che medi, queste le motivazioni che spingono i tre protagonisti a cercare un proprio ruolo nella malavita organizzata che ammanta con una coltre di catrame il tessuto urbano della Napoli degli anni '80. Bisogna farsi sentire, bisogna far capire a tutti chi è che comanda in quel rione. E così iniziano i riti di iniziazione: i soprannomi, il primo scippo, la prima esperienza sessuale con la prostituta del quartiere, si fa presto a diventare scagnozzi, prima indipendenti e poi al soldo del clan di turno.
(fonte: Navarra Editore)
Suggerimento di lettura di Chiara D'Amico
“Il giornalismo di Oriana Fallaci, dal 1961 al 1974”, di Alessandro Nasi.

“Il giornalismo di Oriana Fallaci, dal 1961 al 1974”
di Alessandro Nasi
Discovery Edition, 2010
Formato PDF
€ 15,00
Rivivere e raccontare il periodo più bello ed entusiasmante della carriera di Oriana Fallaci giornalista, inviata di guerra ed “intervistatrice della storia”, utilizzando le parole della stessa scrittrice fiorentina: questo è l’obiettivo del libro “Il giornalismo di Oriana Fallaci dal 1961 al 1974”. Un percorso che, attraverso articoli, espressioni ed emozioni della giornalista, analizza ed esalta il cosiddetto “stile Fallaci” fatto di coraggio, intraprendenza, chiarezza e provocazione.
Uno stile unico fin dalle prime grandi inchieste (“Il sesso inutile”) che l’hanno portata a vivere in prima persona alcuni degli eventi più importanti della storia recente come lo sbarco sulla Luna, la guerra in Vietnam, il massacro in Piazza delle Tre Culture a Città del Messico e l’omicidio di Marthin Luther King, concludendo il viaggio con gli incontri e le interviste coraggiose e al contempo provocatorie ai “grandi” della storia recente, nel libro-capolavoro “Intervista con la storia”.
Il tutto raccontato con la semplicità di chiamare Oriana per nome: non con arroganza ma con rispetto e affetto, perché anch’io, come Oriana, su ogni esperienza personale lascio brandelli d’anima…
(Fonte: Editoria Siciliana)
Suggerimento di lettura di Chiara D'Amico
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giovedì 8 marzo 2012
8 MARZO, GIORNATA MONDIALE DEL RENE

Riflettiamo sull'importanza dei nostri reni, filtri essenziali, senza di loro saremo persi...
Fondazione italiana del rene Onlus, http://www.fondazioneitalianadelrene.org/
martedì 6 marzo 2012
"Il Bambino delle Ombre", di Giorgio Di Vita.

"Il Bambino delle Ombre"
di Giorgio di Vita
Giunti, 2009
pp. 384, brossura
€ 12,00
Leida, estate 1606. Gli spagnoli sono stati già scacciati dai Paesi Bassi e, anche se per la tregua occorrerà aspettare ancora due anni, i mulini a vento eretti sui bastioni hanno già ripreso a lavorare, drenano e macinano grano, oppure orzo, come il Rijn, il mulino dei genitori di Brandtje che nasce in una notte ventosa di luglio. Il papà, la mamma e i fratelli sono tutti troppo indaffarati per coinvolgerlo nelle loro faccende, così, Brandtje si fa da parte e, seduto su un panchetto, osserva i giochi dei fratelli. Annoiato, comincia a dondolare i piedini sfiorando appena il suolo. Sono cerchi, incroci di linee, punti e, alla fine, l'immagine di qualcosa... Il gioco di Brandtje non passa inosservato e così lo zio Jasper, corpulento fornaio dal cuore tenero, gli regala le sue prime matite. Un talento nato nella natura, fra le vivide sfumature dei tulipani. Un'infanzia vissuta in una grande famiglia, tra forti affetti e lunghi silenzi. Un gioco di luci e ombre nell'animo che rimarcò nelle sue tele. Questa è la storia di Brandje. Questa è la storia di Rembrandt bambino.
"Sodoma", di Giuseppe Tufano.

"Sodoma"
di Giuseppe Tufano
Davide Zedda Editore, 2012
pp. 314
€ 16,00
Il lavoro nasce da un’attenta analisi delle notizie dei rotocalchi degli ultimi tempi e dal riscontro che tra queste, alcune sono passate e altre occultate. Da quest’assunto parte un racconto-denuncia che, attraverso l’esperienza reale, coinvolge il protagonista e una giornalista russa in visita-lavoro a Napoli. Entrambi cercano di fare luce sulla sola ombra che oramai veste il Sud. Uno studio sociale attraverso i miti, la loro evoluzione e la loro degenerazione scoprendo quel velo che da troppo tempo copre l’Anima dell’Italia.
lunedì 5 marzo 2012
Gli uomini scrivono azzurro, le donne rosa.

Azzurro e Rosa, la vita divisa fra questi due universi paralleli, ma che come la teoria delle rette parallele riusciranno ad incontrarsi?
Clicca qui per leggere le puntate!
domenica 19 febbraio 2012
Un po' di storia del carnevale siciliano.

Oggi 19 febbraio 2012 domenica di Carnevale, vi ripropongo il mio articolo sulla storia del Carnevale Siciliano. Buona lettura!
La parola Carnevale si ricollega al latino "Carnem Levare", cioè al divieto ecclesiastico di consumare carne durante il periodo quaresimale. Le origini della festa pagana sono antichissime: il periodo in cui si celebra fa pensare alla festa ateniese delle Antesterie, che si basava sulla processione del carronave di Iside e,anticamente, si svolgeva agli inizi di marzo e soprattutto ai Saturnali latini. Le prime notizie storiche certe sul Carnevale siciliano risalgono al 1600, si svolgeva a Palermo. Si poteva assistere alla danza "degli schiavi" durante la quale i partecipanti, travestiti da schiavi, ballavano per le strade pubbliche al suono di antichi strumenti turchi come i tamburi, o alla danza dei Balla-Virticchi per la quale i partecipanti si travestivano da pigmei e trattenevano il popolo.
Le maschere note in tutta Italia sono quelle di Pulcinella, Dottor Balanzone, Pantalone, Arlecchino, Brighella, Stenterello e Colombina, ma in Sicilia le maschere più caratteristiche sono quelle dei Jardinara (giardinieri) e dei Varca note soprattutto nella provincia di Palermo, quelle dei Briganti e quella del Cavallacciu note soprattutto nel catanese, maschere dei Dutturi, dei Baruni e degli Abbati e la vecchia maschera della Vecchia di li fusa, presente anticamente nella Contea di Modica, simbolo della morte del carnevale. Nelle città di Monterosso e Giarratana, nel ragusano, le maschere di Carnevale del passato più rappresentative erano quelle dei 'Nzunzieddu, cioè insudiciati, maschera così chiamata perché chi la impersona ha il viso sporco di fumo e terra rossa.
Per continuare a leggere il mio articolo di storia, clicca qui.
giovedì 16 febbraio 2012
Le mie recensioni: "Amicizia rubata" di Silvana Puschietta.

"Amicizia rubata"
di Silvana Puschietta
Sensoinverso Edizioni, 2011
pp. 80, brossura
€ 12,00
Cos’è l’amicizia rubata? lo spiega bene nel suo romanzo d’esordio Silvana Puschietta. La storia ruota intorno alla vita di Myriam che durante un viaggio di piacere a Parigi incontra per caso Cristoforo in una pasticceria e incominciano a parlare delle loro vite: lei sposata e traduttrice per una casa editrice, lui insegnante di storia in un liceo. In comune l’amore per i libri e per il mare. Infatti, scoprono di avere le stesse origini liguri.
All’inizio sembrava solo uno dei tanti incontri casuali che si fanno così, ma qualcosa si impernia nel loro cuore e nelle loro menti.
“[…] Le cose belle in natura durano un attimo: un’effimera, un raggio di sole fra le nuvole, un fiocco di neve … A presto (spero!). Un abbraccio lungo e caldo. […]
Le prese un tuffo al cuore. Pensò che non doveva accadere.
[…] Uno sconosciuto s’era insinuato in lei. […]”
Quest’amicizia cerca di scappare dall’idea che possa essere qualcosa di più, succede un qualcosa che la rende “rubata”…
La lettura del romanzo risulta bella, scorrevole; la scrittrice attinge dalla sua terra natia, la Liguria, e ne dipinge i luoghi e i sentimenti di chi ritorna nei luoghi più cari, nei ricordi e nelle emozioni che ritornano alla vista del mare.
Il tocco, lo scrivere è elegante e mai banale. Consiglio vivamente la lettura, vi stupirà piacevolmente. Mai dare nulla per scontato, è questo l’insegnamento dell’autrice, ma carpire e capire i momenti, le occasioni che viviamo.
Nulla è per caso.
mercoledì 15 febbraio 2012
Dal "Romeo e Giulietta", di William Shakespeare - 2

Romeo e Giulietta - I. II.
"Eh, mio caro: un fuoco spegne un altro fuoco,
un dolore si attenua con la pena d'un altro dolore;
se girando ti viene il capogiro,
per farlo passare giri in senso contrario.
Un dolore disperato si guarisce con un nuovo dolore.
Se il tuo occhio avvelenato assorbe un altro veleno,
quest'ultimo distrugge l'azione del primo veleno."
Romeo and Juliet - I. II.
"Tut, man, one fire burns out another's burning;
One pain is less'ned by another's anguish;
Turn giddy, and be holp by backward turning;
One desperate grief cures with another's languish.
Take thou some new infection to thy eye,
And the rank poison of he old will die"
William Shakespeare
Dipinto del pittore italiano Francesco Hayez, intitolato "Il Bacio", realizzato nel 1859 su commissione del Conte Alfonso Maria Visconti.
Dipinto del pittore italiano Francesco Hayez, intitolato "Il Bacio", realizzato nel 1859 su commissione del Conte Alfonso Maria Visconti.
venerdì 10 febbraio 2012
"Il rosso e il nero della comunicazione", di Stefano Angelo.
"Il rosso e il nero della comunicazione"di Stefano Angelo
Edida, 2° edizione febbraio 2012
Formato Kindle
Dimensione: 351 kb
€ 3,19
Il rosso e il nero della comunicazione è una raccolta di riflessioni sulla circolazione delle informazioni, in termini di distribuzione del sapere pubblicamente condiviso, che avviene attraverso i mezzi di comunicazione di massa. Riflessioni che si sviluppano intorno a vari temi, dalla natura intrinseca della comunicazione mediata, ai suoi interpreti/attori, alle mutazioni in corso, senza perdere di vista le interconnessioni tra sistema informativo, sistema democratico e sistema di mercato.
In una precedente versione cartacea di questo testo mi limitavo a dire che “ci sono relazioni forti tra tecniche di scrittura ed effetti e la cosa più importante resta la capacità di discernimento del giornalista”. E affermavo: “bisogna sempre saper distinguere quando sia opportuno abbandonarsi ai piaceri di uno stile new journalism e quando, invece, si debba rigidamente rimanere ancorati ai criteri dell’obiettività”.
Oggi mi chiedo: e il supporto? Questi nuovi media che consentono di distribuire notizie che non sono più categorizzabili in maniera tradizionale e che oltre a essere multi-piattaforma sono geneticamente ibride, che tipo di impatto producono?
Questo ebook, nato dall’esperienza giornalistica dell’autore, cercherà di approfondire il controverso tema degli effetti cognitivi dei mass media combinando l’esposizione delle principali teorie scientifiche con il racconto di episodi storici rilevanti per dimostrare come certi vizi vengano da lontano e siano figli dell’intricato rapporto esistente tra sistema politico e “Quarto potere”.
Un secondo obiettivo è insinuare il dubbio sullo strapotere della televisione, accusata di essere, da sempre, la fonte di tutti i mali. La tesi sostenuta è che la televisione sia un “semplice” catalizzatore di mode e che i veri problemi abbiano ben altra fonte. L’avvento di Internet e dei social network ha estremamente ridotto l’importanza del “Quinto potere” e ha dimostrato come sia possibile, oggi, accedere a una pluralità di fonti e organizzare opinioni pubbliche su un’agenda di temi non più “imposta istituzionalmente” attraverso i canali classici di distribuzione delle informazioni.
La fluidità e la trasversalità del web stanno modificando le democrazie e il concetto di cittadinanza. Viviamo un momento storico eccezionale e la “Primavera araba” ne è un esempio straordinario. Le forme di partecipazione stanno cambiando e il démos sta trovando nel web una nuova piattaforma sulla quale organizzarsi, apprendere, entrare in contatto con le diverse realtà e con gli altri. Altro che schiavi della tv!
In conclusione, questo saggio vuole dare il proprio contributo all’eterno dibattito sul potere dei media e sul concetto di post-democrazia. In più lascia aperto un canale di comunicazione tra lettore e autore per approfondire questa discussione online. Questo ebook non dà certezze, ma vuole essere un pre-testo per dare il via a nuove riflessioni su questioni che sono estremamente dinamiche e affascinanti.
In una precedente versione cartacea di questo testo mi limitavo a dire che “ci sono relazioni forti tra tecniche di scrittura ed effetti e la cosa più importante resta la capacità di discernimento del giornalista”. E affermavo: “bisogna sempre saper distinguere quando sia opportuno abbandonarsi ai piaceri di uno stile new journalism e quando, invece, si debba rigidamente rimanere ancorati ai criteri dell’obiettività”.
Oggi mi chiedo: e il supporto? Questi nuovi media che consentono di distribuire notizie che non sono più categorizzabili in maniera tradizionale e che oltre a essere multi-piattaforma sono geneticamente ibride, che tipo di impatto producono?
Questo ebook, nato dall’esperienza giornalistica dell’autore, cercherà di approfondire il controverso tema degli effetti cognitivi dei mass media combinando l’esposizione delle principali teorie scientifiche con il racconto di episodi storici rilevanti per dimostrare come certi vizi vengano da lontano e siano figli dell’intricato rapporto esistente tra sistema politico e “Quarto potere”.
Un secondo obiettivo è insinuare il dubbio sullo strapotere della televisione, accusata di essere, da sempre, la fonte di tutti i mali. La tesi sostenuta è che la televisione sia un “semplice” catalizzatore di mode e che i veri problemi abbiano ben altra fonte. L’avvento di Internet e dei social network ha estremamente ridotto l’importanza del “Quinto potere” e ha dimostrato come sia possibile, oggi, accedere a una pluralità di fonti e organizzare opinioni pubbliche su un’agenda di temi non più “imposta istituzionalmente” attraverso i canali classici di distribuzione delle informazioni.
La fluidità e la trasversalità del web stanno modificando le democrazie e il concetto di cittadinanza. Viviamo un momento storico eccezionale e la “Primavera araba” ne è un esempio straordinario. Le forme di partecipazione stanno cambiando e il démos sta trovando nel web una nuova piattaforma sulla quale organizzarsi, apprendere, entrare in contatto con le diverse realtà e con gli altri. Altro che schiavi della tv!
In conclusione, questo saggio vuole dare il proprio contributo all’eterno dibattito sul potere dei media e sul concetto di post-democrazia. In più lascia aperto un canale di comunicazione tra lettore e autore per approfondire questa discussione online. Questo ebook non dà certezze, ma vuole essere un pre-testo per dare il via a nuove riflessioni su questioni che sono estremamente dinamiche e affascinanti.
Foibe, per non dimenticare.
Oggi, 10 febbraio si ricorda il massacro degli Italiani massacrati in Istria, Dalmazia e Friuli Venezia Giulia tra il 1943 e 1945.
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