lunedì 12 aprile 2010

Premio Nobel per la Letteratura nel 1902 : Christian Matthias Theodor Mommsen


Motivazione: "al più grande maestro vivente della scrittura storica, con speciale riferimento al suo maggior lavoro, Storia di Roma"

Christian Matthias Theodor Mommsen (Garding, 30 novembre 1817 – Charlottenburg, 1º novembre 1903) è stato uno storico, numismatico, giurista epigrafista e studioso tedesco.
Considerato generalmente il più grande classicista del XIX secolo. Il suo studio della storia romana è ancora di importanza fondamentale nella ricerca contemporanea.
Nato a Garding, Schleswig-Holstein, allora parte della monarchia Danese, crebbe a Oldesloe e fece i suoi primi studi ad Altona.

Mommsen studiò giurisprudenza a Kiel dal 1838 al 1843. Grazie ad una borsa di studio, poté visitare la Francia e l'Italia per approfondire la storia classica. Durante la rivoluzione del 1848, Mommsen fu corrispondente a Rendsburg e divenne professore di legge nello stesso anno all'Università di Lipsia. A causa dei suoi punti di vista liberali dovette dimettersi nel 1851, ma già nel 1852 ottenne una cattedra in Diritto romano all'Università di Zurigo e poi, nel 1854, all'Università di Breslau.

Nel 1858 fu chiamato all'Accademia delle scienze di Berlino e divenne professore di storia romana all'Università di Berlino nel 1861, dove tenne lezioni fino al 1887. Ricevette alti riconoscimenti per i suoi successi scientifici: la medaglia Pour le Mérite nel 1868, la cittadinanza onoraria di Roma e il premio Nobel per la letteratura nel 1902 per l'opera maggiore Römische Geschichte (Storia romana ). Mommsen e la moglie Marie (figlia dell'editore Karl Reimer di Lipsia), ebbero 16 figli, alcuni dei quali morirono in giovane età. Due nipoti, Hans e Wolfgang, sono eminenti storici tedeschi.

Opere scientifiche:
* Storia di Roma : il lavoro più famoso di Mommsen, un classico dei trattati di storia, comparve in tre volumi fra il 1854 e il 1856, esponendo la storia romana dalle origini alla fine della repubblica romana ed al governo di Cesare, che Mommsen ritrasse come uno dei maggiori statisti di tutti i tempi. Le vicende politiche, particolarmente della tarda repubblica, sono attentamente confrontate con gli sviluppi politici del XIX secolo.

Mommsen non scrisse mai una continuazione della sua storia romana che comprendesse le vicende del periodo imperiale, ma alcune note prese durante le sue lezioni sull'impero romano, fortunosamente ritrovate nel 1980, sono state pubblicate nel 1992, e tradotte in varie lingue tra cui l'italiano.[1] Nel 1885 apparve una descrizione delle province romane nel periodo imperiale come quinto volume della sua Storia di Roma (Le province dell'impero romano da Cesare a Diocleziano ), sebbene non esistesse un quarto volume.

* Legge Costituzionale Romana : (1871-1888). Questo trattato sistematico della legge costituzionale romana in tre volumi ha tuttora una grande importanza nello studio della storia antica.

* Diritto penale romano (1899)

* più di 1500 ulteriori studi e trattati in singole edizioni.

Mommsen pubblicò centinaia di lavori - una bibliografia del 1905 elenca oltre mille articoli - dando un nuovo ordine allo studio della storia romana. Ha aperto la strada alla epigrafia, lo studio delle iscrizioni su pietra e legno. Se il suo lavoro più noto è l'incompiuta Storia di Roma, il suo lavoro più rilevante è forse il Corpus Inscriptionum Latinarum, una collezione di iscrizioni romane alla cui raccolta contribuì l'Accademia delle Scienze di Berlino.
All'inizio della sua carriera scientifica, Mommsen già prevedeva una collezione di tutte le iscrizioni latine antiche conosciute, quando pubblicò le iscrizioni del Reame di Napoli (1852). Egli ricevette ulteriore slancio da Bartolomeo Borghesi di San Marino. Il Corpus Inscriptionum Latinarum completo doveva essere costituito da sedici volumi, di cui quindici comparsi durante la vita di Mommsen, cinque curati da Mommsen stesso. Il principio di base dell'edizione (al contrario delle raccolte precedenti) fu il metodo dell'autopsia (che in greco significa letteralmente "vedere da se stesso"), poiché tutte le iscrizioni esistenti furono esaminate de visu e confrontate all'originale.
Mommsen pubblicò inoltre le raccolte fondamentali nella legge romana: Corpus Iuris Civilis e il codex Theodosianus. Inoltre ha svolto un ruolo importante nella pubblicazione dei Monumenta Germaniae Historica, l'edizione dei testi dei padri della chiesa, una ricerca sul Limes (il confine tra impero romano e tribù germaniche) e innumerevoli altri progetti.
Mommsen fu delegato al Landtag Prussiano nel 1863 - 1866 e di nuovo nel 1873 - 1879 e delegato al Reichstag nel 1881 - 1884, inizialmente per il liberale 'Deutsche Fortschrittspartei '(Partito progressista tedesco), più tardi per i 'Nationalliberalen' ed infine per i "Secessionisti". Era molto interessato ai problemi riguardanti le politiche scientifiche ed educative, tenendo posizioni nazionalistiche. Deluso dalla politica imperiale, al cui futuro guardava in modo pessimistico, alla fine raccomandò una collaborazione fra liberali e socialdemocratici.

Per quanto riguarda le politiche sociali, Mommsen fu in disaccordo con Bismarck, nel 1881, sul problema se gli ebrei potessero essere detentori di diritti eguali a quelli degli altri cittadini tedeschi, e nel 1879 con il suo collega Heinrich von Treitschke sul cosiddetto 'Berliner Antisemitismusstreit', la "controversia antisemita".