martedì 21 settembre 2010

L’enigma dei numeri primi. L’ipotesi di Riemann, il più grande mistero della matematica”, di Marcus Du Sautoy.


“L’enigma dei numeri primi. L’ipotesi di Riemann, il più grande mistero della matematica”
di Marcus Du Sautoy
BUR Biblioteca Univ. Rizzoli, 2005
pp. 606, brossura
€ 10,20


La successione dei numeri primi rappresenta fin dall'antica Grecia uno dei misteri più affascinanti della scienza: c'è un ordine prevedibile nella serie dei numeri primi, una regola per stabilire ad esempio quale sarà il centesimo numero primo? Nel 1859, il matematico tedesco Bernhard Riemann presentò una sua ipotesi, che sembrava rivelare una magica armonia tra i primi e gli altri numeri. Da allora, l'Ipotesi di Riemann ossessiona i matematici, e oggi chi riuscisse a dimostrarla vincerebbe un premio da un milione di dollari. In questo libro, Marcus du Sautoy presenta gli enigmi legati ai numeri primi e le loro fondamentali implicazioni in campi che vanno dalla fisica quantistica alla sicurezza informatica. Prima edizione Rizzoli 2004.

lunedì 20 settembre 2010

Le mie recensioni: "La profezia di Celestino" di James Redfield.

"La profezia di Celestino"
di James Redfield
Corbaccio, 1994
LI edizione, gennaio 2010
pp. 256, brossura
€ 18,60



“[…] Chiunque attraversi il nostro cammino ha un messaggio per noi. Altrimenti avrebbe scelto un’altra strada o se ne sarebbe già andato. […]”

A chi non crede alle coincidenze e alla loro importanza, questo libro non piacerà, ma chi crede troverà le giuste chiavi di lettura sulla loro importanza e sugli incontri casuali che si fanno durante la vita.
“La profezia di Celestino” narra di un psicologo americano che, dopo l’incontro con la sua amica Charlene e dal suo racconto sulleilluminazioni, decide di partire per il Perù. Qui, gli succederà di tutto, ma riuscirà a scoprire tutte e nove le illuminazioni, che gli permetteranno di avere una nuova visione della vita.

“[…] Ripercorsi gli eventi che si erano manifestati dal mio arrivo in Perù. Sapevo che le Illuminazioni del Manoscritto si erano finalmente fuse nella mia mente dando origine a una consapevolezza globale. Avevo sviluppato una particolare sensibilità riguardo alla misteriosa evoluzione della mia vita, di cui trattava la Prima Illuminazione. […] Stavamo per creare una nuova visione del mondo, come indicato dalla Seconda. La Terza e la Quarta mi avevano mostrato che l’universo era in realtà un vasto sistema di energia, e che i conflitti umani erano dovuti a una mancanza di tale energia […]. La Quinta Illuminazione mi aveva rivelato che si può porre fine a questo conflitto ricevendo l’energia da una fonte più elevata. […] Anche la Sesta, secondo cui siamo in grado di chiarire i nostri antichi drammi e di trovare quindi la nostra vera essenza, […]. E la Settima aveva messo in moto l’evoluzione attraverso le domande, le intuizioni di ciò che occorre fare e le relative risposte. […] L’Ottava, che spiegava come comportarsi in maniera diversa con gli altri portando alla luce la loro parte migliore, […]. Restava solo la Nona, che rivelava dove ci avrebbe portato la nostra evoluzione. […]”

Analizzando attentamente le illuminazioni, da esse si può apprendere un nuovo modo di vedere tutto ciò che ci circonda: dal nostro rapporto con le persone alla bellezza della natura. L’analisi aiuta anche nel nostro rapporto con la religione, qualunque essa sia, dato che tutte hanno di base la bellezza e la conservazione del creato e la l’amore verso il prossimo.
James Redfield non si limita a condurre il lettore attraverso le pagine del romanzo, ma lo induce a riflettere e a capire. Come per esempio la Sesta Illuminazione che spiega come superare i nostri antichi drammi, ovvero il rapporto con i genitori che bene o male condiziona la vita da adulti.

È importante superare tale condizionamento, perché se ci riusciamo diventiamo delle persone nuove, diventiamo semplicemente noi stessi, con le nostre abilità, con i nostri desideri e prerogative, più forti, senza gli antichi drammi che ci tengono legati a doppio filo con il passato, vivendo il presente e guardando avanti, con serenità.

lunedì 13 settembre 2010

Breve storia della cucina siciliana.


Sicilia, la più grande delle isole del Mediterraneo, terra antica e terra di conquiste che si sono succedute nei secoli.
Nella nostra isola si sono alternati: Ausoni, Sicani, Siculi, Elimi e Fenici. Successivamente sbarcarono gli Ioni e Dori che fondarono Naxos e Zancle (Messina). Arrivarono i Cartaginesi, Greci e Romani.
In Sicilia giunsero anche le orde barbariche di Genserico, Arabi, Normanni e Aragonesi.
Nel XVIII sec. si alternarono le dominazioni sabauda, austriaca e borbonica; per arrivare al 1860 con Garibaldi e i Mille e la successiva annessione a casa Savoia.
Questo conciso excursus storico serve a far capire meglio la ricchezza e la varietà della cucina siciliana che ha risentito, nei secoli, delle varie dominazioni che si sono susseguite.
Come per esempio la ricotta salata e le olive condite risalgono alla Magna Grecia. Ai Romani si deve l’introduzione del maccu, una purea di fave cotta in acqua che si condisce con olio crudo e si mangia con pane e pasta.
Arabi, invece, sono piatti come il cuscus, la cassata e lo sciarbàt (in arabo), quest’ultimo è l’antenato del sorbetto, che veniva preparato con la neve dell’Etna insieme con le note profumate di frutta, agrumi e fiori.
Il farsumagru risale alla dominazione Angioina e Aragonese.
Poi fu la volta dell’introduzione della melanzana, del pomodoro e dei vari ortaggi di origine sudamericana che sbarcarono in Europa con il ritorno dei Conquistadores spagnoli dall’America Latina, e con i Borbonici, che governavano l’isola, approdarono anche in Sicilia con cui si crearono piatti come la caponata di verdure.
La ricchezza e bontà delle ricette della cucina siciliana sono così famose fuori dal contesto isolano, che nel XV secolo il Maestro Martino, che nacque e visse a Roma, le inserì nel “Libro de arte coquinaria di Maestro Martino”.
L’elenco delle prelibatezze siciliane dovrebbe continuare, includendo: pasta, secondi di carne e pesce, dolci e vini.
Siamo fortunati di vivere in questa terra ricca di storia e di cultura gastronomica che fanno invidia al mondo intero.

Chiara D’Amico


venerdì 10 settembre 2010

"Cosmologie in lotta. Le origini del processo di Galileo", di Luigi Guerrini.


"Cosmologie in lotta. Le origini del processo di Galileo"
di Luigi Guerrini
Polistampa, 2010
pp. 312, brossura
€ 18,00


L'opera ricostruisce la storia del conflitto tra Chiesa cattolica e sostenitori della teoria astronomica copernicana nel periodo che va dalla stampa del De revolutionibus orbium caelestium di Niccolò Copernico (1543) al primo processo di Galileo (1616). Fin dai tempi del papato di Paolo III (1534-1549) il copernicanesimo è considerato eretico per la Chiesa di Roma a causa della sua netta incompatibilità con la cosmologia sacra del Genesi. La prima opera anticopernicana di ambito cattolico viene scritta nel 1547 dal domenicano Giovanni Maria Tolosani e i motivi cosmologici e teologici che la caratterizzano continuano a ispirare la lotta contro l'eliocentrismo fino ai tempi del primo processo di Galileo. Nella prima parte del libro vengono analizzate le idee di Tolosani e la loro influenza sui successivi dibattiti cosmologici e teologici fra '500 e '600. Nella seconda parte sono presi in considerazione gli snodi dottrinali del processo contro Galileo del 1615-1616. L'appendice contiene la prima traduzione italiana dell'opuscolo anticopernicano De caelo supremo immobili et terra infima stabili.

"L'astronomia egizia. Dalle scoperte archeologiche alla misurazione del tempo", di Carlo Gallo.


"L'astronomia egizia. Dalle scoperte archeologiche alla misurazione del tempo"
di Carlo Gallo
Franco Muzzio Editore, 2010
pp. 196, ill., brossura
€ 18,00

Nella prima parte vi è un'introduzione storica alla scoperta archeologica dell'Egitto che raggiunge il suo apice con la decifrazione della scrittura geroglifica e che ha lo scopo di portare il lettore sul problema centrale dell'egittologia, in cui l'astronomia ha avuto un ruolo fondamentale: la cronologia assoluta. Non vi è storia senza cronologia e quella egizia deve agli astronomi la sua determinazione che si basa esclusivamente su alcune date egizie riguardanti le levate eliache della stella Sirio. La seconda parte del libro ci porta ai primordi della scienza del cielo, e dunque all'astronomia dei sacerdoti egizi, tramite una trattazione approfondita di argomenti come il calendario, gli strumenti, gli orologi stellari diagonali e quelli ramessidi; termina con le costellazioni e i pianeti, ottenendo il risultato di un'esposizione molto completa tale da soddisfare il lettore più esigente. Particolarmente interessante è il congruo numero di illustrazioni, molto curate, che accompagnano il testo e che hanno lo scopo di renderlo più scorrevole e comprensibile: i coperchi dei sarcofagi, i soffitti dei templi e delle tombe sono indubbiamente pagine astronomiche molto affascinanti.