venerdì 28 maggio 2010

"L'infinito. Breve lingua ai confini dello spazio e del tempo", di John Barrow.


"L'infinito. Breve lingua ai confini dello spazio e del tempo"
di John Barrow
Mondadori, 2006
pp. 300, ill., brossura
€ 10,00

L'infinito è sicuramente la più strana idea che gli umani abbiano mai concepito, un enigma che assilla la nostra specie dalla notte dei tempi: perché, sottoposto a qualsiasi operazione matematica, l'infinito resta infinito? C'è un infinito o ce ne sono molti? Può un infinito essere più grande di un altro? L'universo è infinito? John D. Barrow ci conduce in un viaggio avventuroso su questi impervi sentieri alla ricerca delle più fantastiche e geniali teorie concepite da scienziati, matematici, filosofi e teologi per rispondere alle sfide lanciate dall'infinito alla nostra intelligenza.

"Dal sistema solare ai confini dell'universo", di Margherita Hack.


"Dal sistema solare ai confini dell'universo"
di Margherita Hack
Liguori, 2009
pp. 162, brossura
€ 11,90

Questo libretto vuol dare un’idea di come l’uomo si è sempre meravigliato davanti allo spettacolo del cielo e si è interrogato fin dall’antichità su cosa erano le stelle, sui loro movimenti, sul loro rapporto con la Terra, di come siamo arrivati, nel corso dei secoli, a imparare a leggere il gran libro della natura, come diceva Galileo. Idee e pregiudizi di ordine religioso e filosofico sono stati lentamente smantellati dalle osservazioni e dagli esperimenti che hanno caratterizzato la nascita della scienza moderna con Keplero, Galileo, Newton. Nell’800 nasce la moderna astronomia che costruisce gli strumenti e la fisica per interpretare i messaggi contenuti nella luce irradiata dalle stelle e scoprire la loro natura, lo stato della materia di cui sono fatte, le fonti della loro energia, la loro formazione ed evoluzione, tutti problemi che hanno trovato soluzione nel corso del XX secolo. La scienza spaziale ci ha aperto nuovi insospettati paesaggi e la cosmologia è diventata una scienza osservativa. Inoltre dalla fine del XX secolo a oggi si sono susseguite scoperte di pianeti extrasolari e quindi abbiamo la consapevolezza che nell’Universo esistono miliardi di pianeti e fra questi certamente anche pianeti adatti ad ospitare la vita. Pensare di essere soli nell’Universo sarebbe altrettanto assurdo come credere che la Terra sia il centro dell’Universo, costruito per noi attorno a noi. Le grandi orecchie dei radiotelescopi che partecipano al programma SETI sono in ascolto. Forse un giorno arriverà un segnale da una civiltà aliena. La probabilità è molto bassa, ma se non si tenta diventa zero.

"La guerra dei buchi neri", di Leonard Susskind.


"La guerra dei buchi neri"
di Leonard Susskind
Traduttore: Franco Ligabue
Adelphi, 2009
pp. 418, ill., brossura
€ 35,00

Con la loro capacità di fagocitare qualunque cosa, i buchi neri erano già abbastanza angoscianti, ma per qualche tempo ai fisici si è prospettata addirittura la possibilità che questi vortici cosmici, ricavati dalle equazioni di Einstein, fossero divoratori di ordine e di informazione, oltre che di materia. Negli anni Settanta, Stephen Hawking ha mostrato che i buchi neri «evaporano», emettono cioè radiazione termica, e rimpiccioliscono nel corso del processo sino a scomparire. Ne discendeva una domanda cruciale: l’informazione inghiottita dal buco nero – i dati e le storie che si supponevano imprigionati al suo interno – riemerge oppure no quando il buco nero scompare? Hawking non aveva dubbi: «L’informazione viene cancellata per sempre». A Susskind quell’affermazione è apparsa come una dichiarazione di guerra. Se Hawking aveva ragione, infatti, sarebbe stata la fine del fondamentale principio secondo il quale anche nell’informazione nulla si crea e nulla si distrugge: «Quel giorno del 1983, a San Francisco,» ricorda «sarebbe stato difficile trovare due facce più cupe della mia e di quella di Gerard t’Hooft … era stato lanciato un attacco frontale alle nostre più profonde convinzioni. Stephen il temerario, lo sfrontato, il distruttore aveva le armi pesanti, e il suo sorrisetto tra l’angelico e il diabolico mostrava che lo sapeva bene». La storia di come Susskind sia riuscito, dopo vent’anni, ad avere la meglio su Hawking e a ritrovare i bit scomparsi nei buchi neri culmina in un nuovo paradigma: il mondo di cui abbiamo esperienza, come ogni oggetto dell’universo, non è che la proiezione in tre dimensioni di una realtà bidimensionale situata ai confini dell’universo. È il mito platonico a rovescio: le ombre sulla caverna sono reali. Il resto è illusione.

domenica 23 maggio 2010

"Teoria spettrale e meccanica quantistica. Operatori in spazi Hilbert", di Valter Moretti.


"Teoria spettrale e meccanica quantistica. Operatori in spazi Hilbert"
di Valter Moretti
Springer Verlag, 2010
pp. XV-704, brossura
€ 30,95

Scopo principale di questo libro è quello di esporre i fondamenti matematici della Meccanica Quantistica (non relativistica) in modo matematicamente rigoroso. Il libro può comunque considerarsi un testo introduttivo all'analisi funzionale lineare sugli spazi di Hilbert, con particolare enfasi su alcuni risultati di teoria spettrale. Le idee matematiche vengono sviluppate in modo astratto e logicamente indipendente dalla trattazione fisica, che appare comunque nelle motivazioni e nelle applicazioni. Inoltre, il libro si prefigge di raccogliere in un unico testo diversi utili risultati rigorosi, ma più avanzati di quanto si trovi nei manuali di fisica quantistica, sulla struttura matematica della Meccanica Quantistica. La maggior parte dei capitoli sono corredati da esercizi, molti dei quali esplicitamente risolti. Il volume è rivolto agli studenti dei corsi di laurea magistrale o dottorandi in fisica con interessi nei metodi matematici - e agli studenti dei corsi di laurea magistrale o dottorandi in matematica con interessi verso le applicazioni in fisica.

"Quantum. Da Einstein a Bohr, la teoria dei quanti, una nuova idea della realtà", di Manjit Kumar.


"Quantum. Da Einstein a Bohr, la teoria dei quanti, una nuova idea della realtà"
di Manjit Kumar
Traduttore: T. Cannillo
Mondadori, 2010
pp. 436
€ 22,00

Per molti "teoria quantistica" è sinonimo di scienza misteriosa, accessibile a pochi iniziati. Manjit Kumar propone un'avvincente storia di questa fondamentale rivoluzione scientifica che inaugurò l'età dell'oro della fisica e innescò il più grande dibattito intellettuale del ventesimo secolo. Se l'ipotesi avanzata nel 1905 da Einstein, in base alla quale la luce era da considerare una particella e non un'onda, fu capace di mettere in discussione un secolo di esperimenti, il "principio di indeterminazione" di Werner Heisenberg (1927) e il famoso paradosso del gatto di Erwin Schrödinger (1935) dimostrarono l'incompletezza dell'interpretazione classica della meccanica quantistica fino ad allora dominante (la cosidetta "intepretazione di Copenaghen") e aprirono nuovi orizzonti alla ricerca. Come dichiarò Niels Bohr, "chi non è rimasto sconvolto dalla teoria quantistica non l'ha veramente capita". Kumar colloca la scienza nel contesto dei grandi sconvolgimenti dell'epoca moderna e illustra in maniera chiara e rigorosa i termini del conflitto. "Quantum" non solo ci aiuta a capire il ruolo essenziale svolto da figure minori di pensatori e scienziati solitamente trascurati, ma offre anche una lettura irrinunciabile per chiunque sia affascinato da questa avventura della conoscenza umana complessa ed emozionante.

"Il cosmo e il buondio. Dialogo su astronomia, evoluzione e mito", di Andrea Frova.


"Il cosmo e il buondio. Dialogo su astronomia, evoluzione e mito"
di Andrea Frova
BUR Biblioteca Univ. Rizzoli, 2009
pp. 375, ill., brossura
€ 10,80

La Terra sta per essere colpita da un cataclisma naturale e l'Onnipotente si risolve finalmente a occuparsi dell'umanità, per lui solo una insignificante briciola di un cosmo infinito e multiforme. Chiama dunque a consulto i grandi pensatori di tutti i tempi, da Pitagora a Newton, da Democrito a Galileo e Laplace, da Aristarco a Einstein e Hubble, da Aristotele a Darwin, oltre ad alcuni scienziati viventi, perché lo aiutino a risolvere la situazione riassumendogli le geniali intuizioni e le straordinarie imprese sperimentali che hanno trasformato l'astronomia da una fantasia filosofica in una delle branche della scienza che più testimonia il potere raggiunto dall'intelletto umano. A 400 anni dalle scoperte di Galileo e di Keplero, Andrea Frova accompagna i lettori lungo un'avventura millenaria che, nel rispondere ai grandi quesiti sull'universo, non cessa di interrogare la ragione sulle nostre origini e il nostro destino. E coglie lo spunto per una critica appassionata di quegli atteggiamenti dogmatici e irrazionali che sempre hanno frapposto ostacoli all'avanzamento della scienza, alla libera emancipazione dello spirito umano, al vivere civile.

"L'assassino qualcosa lascia", di Rosa Mogliasso.


"L'assassino qualcosa lascia"
di Rosa Mogliasso
Salani, 2009
pp. 281, brossura
€ 14,00

Alma Peressi, ricchissima e disperata, aspetta che la polizia venga ad arrestarla. Su di lei pesa la responsabilità di un delitto atroce, più un'altra serie di colpe minori: un marito avvocato che ama rimorchiare giovani esotici e ruspanti nei parchi pubblici; una figlia eternamente sballata, tossicodipendente per noia; un'infelicità inestinguibile che l'avvolge da capo a piedi come un abito firmato, di quelli che si fa fatica a indossare, ma una volta messi è impossibile togliere. I commissari Gillo e Zuccalà, incaricati di indagare su quel delitto, scoprono però che molti altri personaggi, ben più torbidi e pericolosi, vi sono coinvolti; e sullo sfondo di una Torino familiare e minacciosa a un tempo, tra delinquenti istruiti e poliziotti stressati, si snoda una vicenda tragica e irresistibilmente comica, ricca di piani minuziosi e scherzi del destino, una storia nerissima illuminata di speranze - come la vita, del resto.

"Un colpo di vento", di Ferdinand Von Schirach.


"Un colpo di vento"
di Ferdinand Von Schirach
Traduttore: I. A. Piccinini
Longanesi, 2010
pp. 237, rilegato
€ 18,00

Cosa spinge uno stimato e irreprensibile medico di paese ad ammazzare la moglie a colpi d'ascia dopo quarant'anni di matrimonio? E come si può consumare un delitto tanto efferato in un'atmosfera di calma apparente? Muove da qui il racconto di Ferdinand von Schirach, da situazioni di normalità in cui un colpo di vento può scatenare una follia criminale. Dalla sua posizione privilegiata di avvocato penalista, l'autore osserva quotidianamente gli orrori e le violenze della vita di tutti i giorni. Spacciatori, prostitute, skinhead, ma anche famiglie aristocratiche, ricchi uomini d'affari e insospettabili guardiani di museo diventano così i protagonisti di vicende semplicemente inspiegabili dalla ragione. L'avvocato von Schirach rivela un eccezionale talento narrativo: entrando in punta di piedi nelle vicende che racconta, riesce a mostrarcele sotto una nuova luce, invitandoci a rivedere i pregiudizi sui criminali e sulle cause delle loro azioni, e a riflettere sul labile confine fra il bene e il male.

mercoledì 19 maggio 2010

"La teoria degli universi vol. 2. Gli universi ipersferici n-dimensionali", di Giuseppe Arcidiacono.


"La teoria degli universi vol. 2. Gli universi ipersferici n-dimensionali"
di Giuseppe Arcidiacono
Di Renzo Editore, 2010
pp. 217, brossura
€ 20,00

In questo secondo volume ("Gli Universi Ipersferici n-dimensionali") viene sviluppata la nuova relatività proiettiva speciale e generale che si ottiene per n=4, dimostrando che con essa si perviene, nel modo più semplice e naturale, ai più importanti risultati delle precedenti teorie cosmologiche, gravitazionali e unitarie. Infine, per n=5 si ottiene la relatività conforme che permette di unificare il campo magnetoidrodinamico con quello gravitazionale di Newton.

"La teoria degli universi vol. 1. Gli universi di Einstein", di Giuseppe Arcidiacono.


"La teoria degli universi vol. 1. Gli universi di Einstein"
di Giuseppe Arcidiacono
Di Renzo Editore, 2010
pp. 220, brossura
€ 20,00

La fisica moderna, nata agli inizi del Novecento dai quanti di Planck e dalla relatività di Einstein, è in grave crisi e si sta sbriciolando in tutta una serie di teorie cosmologiche, gravitazionali e unitarie, più o meno arbitrarie e difficilmente controllabili. Per questo motivo, nel 1955 Albert Einstein concludeva amaramente che "siamo molto lontani dal possedere una base concettuale della Fisica alla quale poterci in qualche modo affidare". Acquista allora particolare importanza e attualità la teoria degli universi, proposta nel 1952 da Luigi Fantappié, basata sull'idea che l'universo è un sistema armonico, retto da leggi valide per tutti gli osservatori. Ne segue quindi che una teoria degli universi possibili deve essere necessariamente basata sulla teoria dei gruppi.

"Einstein. La sua vita, il suo universo", di Walter Isaacson.


"Einstein. La sua vita, il suo universo"
di Walter Isaacson
Traduttore: T. Cannillo
Mondadori, 2010
pp. 645, ill., brossura
€ 13,00

Quando, nel 1900, Lord Kelvin dichiarò che la fisica non aveva ormai "nulla di nuovo da scoprire", il mondo scientifico non sospettava che, di lì a pochi anni, gli articoli di un giovane impiegato dell'Ufficio brevetti di Berna, basati su esperimenti mentali, avrebbero rivoluzionato la scienza. Albert Einstein, il mite rifugiato in fuga dall'oppressione, con la sua aureola di capelli arruffati, gli occhi pensosi, la sua accattivante umanità e il suo limpido genio spicca come icona suprema del Novecento. Gli impulsi ribelli, la curiosità, le passioni e l'elegante distacco che permeano la sua produzione scientifica hanno dominato anche la vita affettiva e la dimensione politica dell'uomo Einstein. A un secolo di distanza dalle sue straordinarie scoperte risulta ancora stupefacente che un giovane studioso sia riuscito da solo a ridisegnare l'universo. Come funzionava la sua mente? Quanto influiva l'intuizione e quanto la logica nel suo modo di pensare? Che cosa fece di lui un genio? Walter Isaacson ci offre una biografia completa di Einstein, probabilmente lo scienziato più famoso e più amato di tutti i tempi, cercando di indagare lo stretto legame tra creatività e libertà che fece di un fisico teorico capace delle più complicate astrazioni un personaggio pubblico di grande carisma, impegnato a difendere la causa della pace e della giustizia sociale.

martedì 18 maggio 2010

"La miglior vendetta", di Elizabeth George.


"La miglior vendetta"
di Elizabeth George
Traduttore: L. De Angelis
TEA, 2005
pp. 429, brossura
€ 8,90

Riunita nel maniero scozzese di Westerbrae, una compagnia teatrale londinese si appresta a leggere una nuova commedia. Ma, prima ancora che la serata si sia conclusa, la bellissima autrice viene trovata assassinata nel suo letto. In tutta fretta, dato che la stampa deve essere tenuta all'oscuro del delitto, vengono convocati l'ispettore Thomas Lynley di Scotland Yard e il sergente Barbara Havers, per i quali non è difficile capire che si tratta di un caso complesso e delicato, anche perché vi sono coinvolti il più grande produttore teatrale inglese, due star del teatro e la donna amata da Lynley.

"La svastica sul sole" di Philip Kindred Dick.


"La svastica sul sole"
di Philip Kindred Dick
Curatore: C. Pagetti
Traduttore: M. Nati
Fannucci, 2010
pp. 271, rilegato
€ 12,90

Le forze dell'Asse hanno vinto la seconda guerra mondiale e l'America è divisa in due parti, l'una asservita al Reich, l'altra ai Giapponesi. Sul resto del mondo incombe una realtà da incubo: il credo della superiorità razziale ariana è dilagato a tal punto da togliere ogni volontà o possibilità di riscatto. L'Africa è ridotta a un deserto, vittima di una soluzione radicale di sterminio, mentre in Europa l'Italia ha preso le briciole e i Nazisti dalle loro rampe di lancio si preparano a inviare razzi su Marte e bombe atomiche sul Giappone. Sulla costa occidentale degli Stati Uniti i Giapponesi sono ossessionati dagli oggetti del folklore e della cultura americana, mentre gli sconfitti sono protagonisti di piccoli e grandi eventi. E l'intera situazione è orchestrata da due libri: il millenario I Ching, l'oracolo della saggezza cinese, e il best-seller del momento, vietato in tutti i paesi del Reich, un testo secondo il quale l'Asse sarebbe stato sconfitto dagli Alleati...

giovedì 13 maggio 2010

"Cinquanta minuti", di Anna De Paolis.


"Cinquanta minuti"
di Anna De Paolis
Gruppo Albatros Il Filo, 2009
pp. 150, brossura
€ 14,50

Marta riesce ad annullare se stessa nella convinzione di dover sempre compiacere le persone che le sono vicine. Mette a tacere il proprio cuore, sacrifica le proprie emozioni, credendo così di poter ottenere in cambio la serenità che aveva sempre e solo sognato. Ma il dolore e la sofferenza capovolgono tutti i suoi falsi equilibri. Gli attacchi di panico, sempre più frequenti, la costringono a rendersi conto del profondo malessere che sta annientando la sua voglia di vivere: la depressione. Attraverso il delicato e profondo rapporto con il suo psicoterapeuta incontra la propria anima, impara a leggervi dentro e scopre... l'amore. Nei cinquanta minuti di durata di ogni seduta, si sente libera di provare delle emozioni solo per il piacere di vivere insieme a lui quegli stupendi momenti di gioia. Ritrova i suoi sogni, le sue speranze, e infine scopre di amare nuovamente la realtà della vita di tutti i giorni.

mercoledì 12 maggio 2010

Recensione: "Requiescat in pace" di Gianluca D'Aquino

"Requiescat in pace"
di Gianluca D'Aquino
Gruppo Albatros Il Filo, 2007
pp. 401, brossura
€ 19,50



“Molti avrebbero fatto carte false per risolvere un così controverso ed intricato caso di cronaca nera, molti avrebbero giocato tutte le proprie carte per evitare di essere spietatamente fagocitati. Io non potei fare a meno di averci a che fare, fatalmente fui impotente scoglio contro il quale la perniciosa onda ebbe ad abbattersi con tutta la sua mefistofelica ira – Londra dicembre 1908”

Gianluca D’Aquino ha magistralmente scritto questo romanzo, una detective-story ambientata a Londra nel dicembre del 1908. Un testo, che fin dalle prime pagine, catapulta il lettore nell’atmosfera tipicamente british con la pioggia impertinente, con la nebbia che tutto avvolge e, con un buon thé sorseggiato al McNillis’ Café.

Il protagonista è Martin Sloane un ispettore di Scotland Yard, che indaga su una serie di orrendi omicidi compiuti da un serial killer. Le vittime vengono ritrovate: orrendamente sfigurate, private dei bulbi oculari, una serie di lettere greche incise sul petto, che formeranno una parola misteriosa, e un penny poggiato sulla lingua, come se il killer volesse pagare il traghettamento delle sue vittime nel regno dei morti.

L’ispettore nel corso delle sue indagini si ritroverà a risolvere un vero rebus, imbattendosi in una setta satanica, e scoprendo che i penny hanno tutti la stessa data: il 1901.

Nel romanzo sono presenti altri personaggi: il fedele amico sergente Jeff O’Brien, il sovrintendente di Scotland Yard Jefferson, il prete cattolico Padre Ryan, il banchiere Sir Athur Mc Mallan, il colto librario Savoir Athereno, e il professore dell’università di Barrymore Roger Nestor.

L’autore guida sapientemente il lettore verso la soluzione del caso, attraverso un’attenta analisi dell’animo umano, un’analisi che a volte è lunga e complessa da capire, ma che trova la sua giustificazione nelle battute finali.

Inoltre, Gianluca D’Aquino, accompagna il lettore in una sorta di tour per le strade di Londra: da Gerrard Street (dove abita l’ispettore Sloane) a Trafalgar Square (dove ha sede la libreria di Savoir), passando per Scotland Yard e finendo nei Docks (i quartieri malfamati).

L’unico neo, però da addebitare alle decisioni della casa editrice, è la presenza nel testo di frasi in latino non tradotte da nessuna nota e, per chi come me ha le basi da scuola media o non ha studiato affatto la lingua di Dante, questa mancanza di una traduzione costituisce una lacuna nella comprensione di alcune parti del romanzo.

Sicuramente Gianluca D’Aquino è uno scrittore da tenere d’occhio, dato che in questa sua prima pubblicazione ha dato il meglio di sé.

“[...] Così dicendo chiude gli occhi e si addormenta, abbandonandosi all’oblio dell’infinito.
‘Requiescat in pace…’
Era una giornata fredda a Londra, una delle tante uggiose giornate d’inverno…”


domenica 9 maggio 2010

"Danlenuàr", di Giacomo Guarneri.


"Danlenuàr"
di Giacomo Guarneri
Navarra Editore, 2009
pp. 72
€ 10,00


1956. Il giorno dopo la catastrofe mineraria di Marcinelle, in Belgio, Genoveffa riceve la visita ufficiale di re Baldovino. Vorrebbe condividere con il sovrano la propria vicenda: sette anni di corrispondenza con il marito Antonio, intrappolato per sempre a oltre mille metri sottoterra. Ma Baldovino porge i propri saluti e si congeda. Sola con i propri ricordi, Genoveffa ripercorre le tappe di una vicenda d’amore, di guerra e di migrazione.
Giacomo Guarneri ha integrato memorie familiari e riflessioni sul presente, testimonianze orali e scrittura creativa. Dopo avere focalizzato la propria attenzione sull’esodo che seguì il Protocollo di Roma a partire dal 1946 – il cosiddetto accordo “minatore-carbone”, per cui il governo s’impegnò a inviare operai italiani al lavoro sotterraneo in Belgio in cambio di un prezzo di favore nell’acquisto del carbone – e dopo avere intervistato gli ex-zolfatai dell’entroterra siculo e i superstiti abruzzesi della catastrophe di Marcinelle, Guarneri ha realizzato Danlenuàr, non tanto per ricostruire la vicenda storica da cui il dramma epistolare si sviluppa, quanto per coglierne l’universalità dei significati.
Danlenuàr è l’incontro con il diverso, la paura, il fascino del viaggio e del non conosciuto, il dolore della lontananza e della perdita, le condizioni di insicurezza sul lavoro, la dignità umana scalfita, le morti bianche di ieri e di oggi.

"Venuto al mondo", di Margareth Mazzantini.


“Venuto al mondo”
di Margareth Mazzantini
Mondadori, 2008
pp. 531, rilegato
€ 20,00

Una mattina Gemma sale su un aereo, trascinandosi dietro un figlio di oggi, Pietro, un ragazzo di sedici anni. Destinazione Sarajevo, città-confine tra Occidente e Oriente, ferita da un passato ancora vicino. Ad attenderla all'aeroporto, Gojko, poeta bosniaco, amico, fratello, amore mancato, che ai tempi festosi delle Olimpiadi invernali del 1984 traghettò Gemma verso l'amore della sua vita, Diego, il fotografo di pozzanghere. Il romanzo racconta la storia di questo amore, una storia di ragazzi farneticanti che si rincontrano oggi invecchiati in un dopoguerra recente. Una storia d'amore appassionata, imperfetta come gli amori veri. Ma anche la storia di una maternità cercata, negata, risarcita. Il cammino misterioso di una nascita che fa piazza pulita della scienza, della biologia, e si addentra nella placenta preistorica di una guerra che mentre uccide procrea. L'avventura di Gemma e Diego è anche la storia di tutti noi, perché questo è un romanzo contemporaneo. Di pace e di guerra. La pace è l'aridità fumosa di un Occidente flaccido di egoismi, perso nella salamoia del benessere. La guerra è quella di una donna che ingaggia contro la natura una battaglia estrema e oltraggiosa. L'assedio di Sarajevo diventa l'assedio di ogni personaggio di questa vicenda di non eroi scaraventati dalla storia in un destino che sembra in attesa di loro come un tiratore scelto. Un romanzo-mondo, di forte impegno etico, spiazzante come un thriller, emblematico come una parabola.
"Venuto al mondo" di Margaret Mazzantini ha vinto il premio Campiello 2009.

venerdì 7 maggio 2010

Le mie recensioni: "Le notti al Santa Caterina" di Sarah Dunant.

“Le notti al Santa Caterina”
di Sarah Dunant
Traduttore: M. Ortelio
Neri Pozza, 2009
pp. 439, brossura
€ 18,00


Questo romanzo è ambientato nella Ferrara del 1570 nel convento di Santa Caterina, che in realtà non esiste; l’autrice ha, infatti, preso spunto dalla storia del monastero ferrarese si Sant’Antonio in Polesine.

Chiara D'Amico

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Le mie recensioni: "Venuto al mondo" di Margareth Mazzantini.

“Venuto al mondo”
di Margareth Mazzantini
Mondadori, 2008
pp. 531, rilegato
€ 20,00


Il libro è ambientato tra Roma e Sarajevo, tra la vita tranquilla e monotona delle nostre città, e la vita vissuta con il rischio di morire per mano di un cecchino, una vita segnata dalla guerra. La guerra dell’ex-Jugoslavia è il filo conduttore di questo romanzo, bello e tragico, ma ricco di un’unamità sconvolgente, ma anche la spasmodica ricerca di una maternità negata, che alla fine verrà ricompensata, non senza lacrime e profonda sofferenza.

Il romanzo inizia con una telefonata tra Gemma, una cinquantenne romana, e Gojko, amico bosniaco, poeta mancato, conosciuto a Sarajevo per le Olimpiadi invernali del 1984, il quale la invita ad una mostra fotografica che si sta allestendo proprio a Sarajevo, che ricorda l’assedio e la guerra, e nella mostra ci saranno anche le foto di Diego, grande amore di Gemma, nonché padre di Pietro, ormai sedicenne, che accompagna la mamma controvoglia, in questo viaggio nella memoria. La storia fra Gemma e Diego inizia proprio a Sarajevo nel 1984, ed è proprio Gojko l’artefice dell’incontro tra i due ragazzi, un incontro che segnerà per sempre le loro vite, dato che proveranno l’uno per l’altro un amore vero, un amore con la a maiuscola. Gemma è lì per preparare la sua tesi di laurea su un poeta jugoslavo, e Diego fa il fotografo. Ritornando a Roma, Gemma non riuscirà a dimenticare Diego, dato che lascerà il fidanzato sull’altare, per correre fra le braccia del suo Diego. Lui, per amore di lei, si trasferirà da Genova a Roma, dove cercherà di vivere una vita tranquilla. Gemma rincorre un altro sogno: quello di diventare mamma, ma la natura le giocherà un tiro mancino negandole la realizzazione del suo desiderio. Però ricorre ad una soluzione più brutale: far concepire il figlio a un’altra donna con il marito Diego.
Per quest’ultimo, il pensiero della guerra in Jugoslavia, e degli amici in pericolo, sarà più forte dell’amore per Gemma, infatti partirà, ma lei lo seguirà non senza pericoli.
A Sarajevo incontrano Aska, una trombettista punk, e Gemma decide che sarà lei la “madre” del loro bambino.

Nel componimento narrativo si intreccia la voglia e la ricerca della maternità di Gemma, e la guerra dell’ex-Jugoslavia e, si conclude con la sconcertante rivelazione della procreazione di Pietro, frutto di una violenza etnica, un modus operandi crudele perpetrato dalle milizie serbe nei confronti dei bosniaci.

Chiara D'Amico