martedì 3 agosto 2010

Le mie recensioni: "Monza delle delizie" di Sergio Paoli.


"Monza delle delizie. Storie di poteri e malaffare"
di Sergio Paoli
Fratelli Frilli Editori, 2010
pp. 300
€ 12,00


Monza delle delizie” è un noir ambientato a Monza che ha come protagonista il Vice Commissario Federico Marini, il quale dopo aver denunciato i fatti del G8 di Genova, viene trasferito da una città all’altra. Arrivato a Monza da Lecco, si troverà ad indagare sul ritrovamento di un corpo in una casamatta, prossima alla demolizione, vicino alla stazione ferroviaria. Investigherà sulla WW-LAB, una prestigiosa società informatica, che nasconde un losco intreccio tra il potere economico e la malavita organizzata.

Sergio Paoli dimostra di essere un brillante scrittore di noir.
Con “Monza delle delizie”, lo scrittore, realizza un libro in cui l’intreccio tra potere economico, politico e malavita rispecchia la realtà, portando il lettore a riflettere sulla società odierna, una società che non mira al bene della collettività ma al bene di pochi, un bene che è legato a trame oscure, dove l’uso di pratiche “non convenzionali” sono all’ordine del giorno.
Emblematico è il discorso fatto dal Viceprefetto al Questore, dove si evince la sottomissione di queste importanti figure istituzionali al potere politico, in vista delle imminenti elezioni.
“ […] Lei sa benissimo che, subito dopo le elezioni, se ne andranno come dio vorrà, ci libereremo di questo governo imbecille, e il nuovo governo nominerà subito una tornata di prefetti. E che nei papabili ci sono anche io. - Lo so – rispose rassegnato il Questore. La tiritera sulle nomine l’aveva sentita decine di volte, da decine di dirigenti. […] “

Fra i personaggi segnalo Viola Di Bastiano, una manager rampante e senza scrupoli, il cui unico scopo è la carriera, senza amici e senza qualcuno accanto che le scaldi il cuore. Una vera tagliatrice di teste che, come San Paolo folgorato sulla via di Damasco, riesce a rinnovarsi interiormente.
Qualche perplessità la nutro nei confronti del personaggio del Vice Commissario Federico Marini, poteva essere più incisivo, però mi è piaciuto l’uso delle sottolineature del personaggio come , .

Ho apprezzato il riferimento al Museo El Prado di Madrid, con la descrizione de Il trittico delle delizie di Hieronymus Bosch, grande pittore fiammingo:
“ […] Partendo dal primo pannello, il paradiso terrestre, è un’opera pervasa da un’atmosfera inquietante… - Che poi si carica di elementi orrifici, mostruosi e diabolici nel terzo, chiamato l’inferno musicale. Il pannello centrale, detto il giardino delle delizie, fa da trait d’union, con un’articolatissima composizione di figure umane, oggetti, forme animali e vegetali e ordigni fantastici. - Già. Non l’Eden, ma una dimensione in cui il peccato ha contaminato tutti gli aspetti della vita umana. Idilliaca solo in superficie. Tutto quanto si intreccia a rappresentare il personaggio di un sogno, o di un incubo. […] “

Non è questa la realtà?


Chiara D'Amico