venerdì 7 ottobre 2011

"La storia proibita. Quando i Piemontesi invasero il Sud", AA. VV.


“La storia proibita. Quando i Piemontesi invasero il Sud”
di Carmine Colacino, Alfonso Grasso,
Andrea Moletta, Antonio Pagano,
Giuseppe Ressa, Alessandro Romano,
Maria Russo, Marina Salvatore
e Maria Sarcinelli
Controcorrente, 2001
pp. 290, brossura
€ 16,00


Gli autori del libro si propongono di rendere note delle informazioni poco conosciute sulla storia del Regno delle Due Sicilie. La storiografia ufficiale, riportate dai testi scolastici, ha etichettato questo Stato come arretrato ed oscurantista.
La verità è tutt’altra e viene fuori ormai anche dalla consultazione di documenti inoppugnabili i quali, in buona parte, pur non essendo segreti, stranamente non sono resi noti al grande pubblico.
Le Due Sicilie erano lo Stato preunitario più prospero, nel quale l’emigrazione era sconosciuta e la cui popolazione non aveva alcun desiderio di unirsi alla restante parte della penisola. LA sua posizione strategica al centro del Mediterraneo e la sua politica di fiera indipendenza cozzavano contro gli interessi delle grandi potenze europee e dei Savoia.


“Gli oltraggi subiti dalle popolazione meridionali sono incommensurabili. Sono convinto di non aver fatto male, nonostante ciò rifarei oggi la via dell’Italia meridionale, temendo di essere preso a sassate, essendosi colà cagionato solo squallore e suscitato solo odio”
Giuseppe Garibaldi (da una lettera ad Adelaide Cairoli del 1868)


“Lo stato italiano (leggasi sabaudo) è stato una dittatura feroce che ha messo a ferro e fuoco l’Italia meridionale e le isole, squartando, fucilando, seppellendo vivi i contadini poveri che scrittori salariati tentarono di infamare col marchio di briganti”
Antonio Gramsci (da “Ordine Nuovo” del 1920)


“La Patria nostra era il sorriso del Signore.
La Provvidenza
la faceva abbondante e prospera,
lieta e tranquilla, gaia e bella,
aveva leggi sapienti, morigerati costumi
e pienezza di vita,
aveva esercito, flotta,
strade, industrie, opifici,
templi e regge meravigliose,
aveva un sovrano nato napolitano
e dal cuore napolitano.
L’invidia, l’ateismo e l’ambizione
congiurarono insieme per abbatterla e spogliarla”
Giacinto de’ Sivo (da “Storia delle Due Sicilie”)



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