venerdì 20 gennaio 2012

La Sicilia che vuole lavorare

Stasera non sono in vena di scendere a discussioni, a far capire i danni che hanno fatto all'immagine della Sicilia laboriosa, che si spacca la schiena ogni santo giorno e per cosa? per vedersi sfumare le commesse dal nord che ha dirottato le sue richieste al mercato estero (e questo io l'avevo previsto giorni fa), le aziende chiedono la cassa integrazione per i dipendenti dato che, non arrivando le materie da lavorare, si trovano loro malgrado in affanno. Ascolto poi la dichiarazione del presidente della CIA di CT, il quale asserisce che l'80% delle cooperative confederate si trovano ad avere i magazzini pieni di prodotti ortofrutticoli che saranno buttati. Ascolto poi Ivan Lo Bello, presidente di Confidinustria Sicilia, il quale afferma il pericolo di infiltrazioni mafiose nella protesta (e quanto mai la mafia ha fatto qualcosa per la società civile, qualcosa di positivo intendo). Oggi i panifici non hanno panificato. Come mai se ad Adrano c'è il mulino che produce farina?
Passiamo ad analizzare le condizioni in cui versano gli ospedali e chi cerca di portare, come per esempio, le bombole di ossigeno. Bene, a un furgone che li trasportava sono state tagliate le gomme. Ieri Richichi, presidente dell'aias, dice che garantiranno almeno i trasporti per gli ospedali. Le ambulanze ne vogliamo parlare? e che alcuni medici si sono rivolti ai Carabinieri per poter far trasportare dei vetrini contenenti prelievi di midollo osseo da Palermo a Padova. I Carabinieri hanno consegnato i vetrini nelle mani del comandante di un aereo diretto a Treviso ma che, causa nebbia, è stato dirottato a Venezia, e che questo li ha poi consegnati ai Carabinieri veneti.
Continuo ancora il mio sfogo della mia angoscia, perché questo porterà solo allo scontro fra noi stessi lavoratori. Questa non è una protesta per i siciliani ma contro di noi!
Persone costrette a mettersi in ferie perché sono a corto di carburante, o per non avere problemi nel ritornare a casa, e sottolineo a casa!
Per non parlare poi degli studenti che cavalcano sempre le proteste come scuse per non andare a scuola a studiare. Oggi a Palermo hanno commesso un atto gravissimo: hanno bruciato la BANDIERA ITALIANA, ma non è vilipendio?
Nessuno ha pensato che i braccianti che fanno parte del famigerato "movimento di forconi", ma voi lo sapete che gli tocca la disoccupazione agricola dopo un certo numero di giorni? perché loro sì e io licenziata per motivi di salute no? vogliamo parlare di questo?????????
Pomeriggio sono andata al supermercato e la cassiera subito mi ha fermato per chiedermi cosa mi servisse. Io ho risposto acqua e pasta. Gli scaffali erano pressoché vuoti. Siamo in guerra e non me ne sono accorta?
I trasportatori devono sloggiare le tende a mezzanotte, dato che la manifestazione era stata autorizzata sino a tale ora. Il movimento di forza d'urto o dei forconi rimarrà, candidamente, i blocchi. Ma un Paese civile può guardare in silenzio e accettare tutto ciò? i Prefetti chiederanno l'aiuto delle forze dell'ordine? il Ministro degli Interni che fa? Io e chi come me, e vi posso assicurare che sono tanti, questa protesta non la vogliamo, siamo alla paralisi. E non si possono prendere il lusso di bloccare la regione più grande d'Italia.
Facciamo un referendum e vediamo chi la vuole. Le persone con il cervello pensante sanno che tutto ciò è sbagliato, fortemente sbagliato, perché chi protesta non deve permettersi di obbligare anche chi non vuole. Personalmente, farei pagare a tutti loro i danni economici e d'immagine della Sicilia che lavora e che vuole continuare a lavorare!

Mi sono accorta che non sono l'unica a pensarla così. Infatti, curiosando sul sito del quotidiano "La Sicilia" ho trovato tanti commenti che vi invito caldamente a leggere. Un concetto che li accomuna è il seguente: il movimento dei forconi non rappresenta il POPOLO SICILIANO! Qui i commenti: http://www.lasiciliaweb.it/index.php?id=70101/cronaca/sciopero-dei-tir-in-sicilia-a-palermo-bloccata-lautostrada#commento