martedì 15 maggio 2012

"Mediterraneo Attivo", proiezione all'Osservatorio Etneo-INGV, Catania



Il documentario “Mediterraneo Attivo” sarà proiettato domani alle 15.00 nella sala conferenze dell’ dell’Osservatorio Etneo INGV, sito in Piazza Roma n°2 a Catania.
Il video sarà presentato dall’autore Dr. Marco Anzidei (INGV CNT), è stato interamente realizzato dall’INGV attraverso un progetto del MIUR del 2009-2010.

La storia geologica del Mediterraneo inizia circa 250 milioni di anni fa.
Oggi, con 22500 km di coste e 4000 km di lunghezza da Gibilterra alle coste del Levante, occupa 2.5 milioni di Km2, pari all'1% dei mari della Terra. Le sue vicende geologiche, condizionate dai movimenti delle placche continentali Africana ed Euroasiatica e dalla subduzione litosferica, hanno guidato la formazione delle catene montuose che ne bordano il bacino, fondo oltre 5000 m. Il Mediterraneo non è solo un sistema idrologico vitale per più di 30 milioni di persone che abitano lungo le sue rive, ma anche una tra le zone tettoniche più complesse della Terra ed è un laboratorio naturale per gli scienziati. Eruzioni vulcaniche e terremoti indicano che in quest'area si sono verificati eventi disastrosi che ne hanno modificato la storia. Come l'eruzione di Santorini nell'Età del Bronzo o quella del Vesuvio nel 79 d.C. o i forti maremoti, come quelli di Creta del 365 d.C. o di Messina del 1908.
I grandi cambiamenti climatici e tettonici, hanno indotto forti variazioni del livello marino capaci di causare il prosciugamento dell'intero Mediterraneo, 6 milioni e mezzo di anni fa, causato dalla chiusura dello Stretto di Gibilterra. I cambiamenti climatici causarono la totalità di evaporazione dell’acqua, formando spessi depositi salini che oggi vengono usati industrialmente, come nel caso della miniera di sale di Realmonte (AG), vedi foto:



75mila anni fa, invece, le acque del mare nostrum salirono di livello e oltrepassarono le barriere naturali che lo separano dal Mar Nero (Stretto dei Dardanelli), diventando così un unico mare.

Sono tante le vicissitudini geologiche che hanno portato il Mediterraneo così come lo conosciamo adesso, condizionando le attività umane nel corso della storia. I ricercatori studiano le evoluzioni geologiche per cercare di capire le prossime variazioni nel futuro.


Chiara D'Amico