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mercoledì 10 febbraio 2021

10 febbraio: Giornata del Ricordo delle Vittime delle Foibe

Oggi, 10 febbraio si ricorda il massacro degli Italiani massacrati in Istria, Dalmazia e Friuli Venezia Giulia tra il 1943 e 1945.

Le foibe sono delle cavità carsiche naturali con ingresso a strapiombo. Qui migliaia gli italiani di Istria, Dalmazia, Trieste e Gorizia furono uccisi dalle truppe iugoslave guidate da Tito, fra il 1943 e il 1947, gettati morti e vivi. Dopo la firma dell’armistizio dell’8 settembre 1943 i partigiani slavi, in Istria e Dalmazia, uccidono senza alcuna pietà gli italiani fascisti e non comunisti buttandoli nelle foibe. Venivano legati l’un con l’altro, si ammazzava il primo della fila che cadendo nello strapiombo trascinava gli altri, vivi.  Primavera 1945: la Jugoslavia occupa l’Istria, Trieste e Gorizia. Le truppe guidate da Tito uccidono gli italiani senza distinzioni di sesso, età, credo religioso e politico. Fu una strage. Una pulizia etnica. Assoluta. (clicca qui per continuare a leggere)



domenica 10 febbraio 2019

Foibe: giorno della memoria


Oggi, 10 febbraio si ricorda il massacro degli Italiani massacrati in Istria, Dalmazia e Friuli Venezia Giulia tra il 1943 e 1945.

Le foibe sono delle cavità carsiche naturali con ingresso a strapiombo. Qui migliaia gli italiani di Istria, Dalmazia, Trieste e Gorizia furono uccisi dalle truppe iugoslave guidate da Tito, fra il 1943 e il 1947, gettati morti e vivi. Dopo la firma dell’armistizio dell’8 settembre 1943 i partigiani slavi, in Istria e Dalmazia, uccidono senza alcuna pietà gli italiani fascisti e non comunisti buttandoli nelle foibe. Venivano legati l’un con l’altro, si ammazzava il primo della fila che cadendo nello strapiombo trascinava gli altri, vivi.  Primavera 1945: la Jugoslavia occupa l’Istria, Trieste e Gorizia. 

mercoledì 10 febbraio 2016

FOIBE, 10 febbraio Giornata della Memoria

Oggi, 10 febbraio si ricorda il massacro degli Italiani massacrati in Istria, Dalmazia e Friuli Venezia Giulia tra il 1943 e 1945.

Le foibe sono delle cavità carsiche naturali con ingresso a strapiombo. Qui migliaia gli italiani di Istria, Dalmazia, Trieste e Gorizia furono uccisi dalle truppe iugoslave guidate da Tito, fra il 1943 e il 1947, gettati morti e vivi. Dopo la firma dell’armistizio dell’8 settembre 1943 i partigiani slavi, in Istria e Dalmazia, uccidono senza alcuna pietà gli italiani fascisti e non comunisti buttandoli nelle foibe. Venivano legati l’un con l’altro, si ammazzava il primo della fila che cadendo nello strapiombo trascinava gli altri, vivi.  Primavera 1945: la Jugoslavia occupa l’Istria, Trieste e Gorizia. Le truppe guidate da Tito uccidono gli italiani senza distinzioni di sesso, età, credo religioso e politico. Fu una strage. Una pulizia etnica. Assoluta. 


Con la stipula del confine fra Italia e Jugoslavia del 1947, finiscono anche i massacri durati ben 4 anni.

martedì 10 febbraio 2015

10 febbraio: Giornata del Ricordo delle Vittime delle Foibe

Oggi, 10 febbraio si ricorda il massacro degli Italiani massacrati in Istria, Dalmazia e Friuli Venezia Giulia tra il 1943 e 1945.

Le foibe sono delle cavità carsiche naturali con ingresso a strapiombo. Qui migliaia gli italiani di Istria, Dalmazia, Trieste e Gorizia furono uccisi dalle truppe iugoslave guidate da Tito, fra il 1943 e il 1947, gettati morti e vivi. Dopo la firma dell’armistizio dell’8 settembre 1943 i partigiani slavi, in Istria e Dalmazia, uccidono senza alcuna pietà gli italiani fascisti e non comunisti buttandoli nelle foibe. Venivano legati l’un con l’altro, si ammazzava il primo della fila che cadendo nello strapiombo trascinava gli altri, vivi.  Primavera 1945: la Jugoslavia occupa l’Istria, Trieste e Gorizia. Le truppe guidate da Tito uccidono gli italiani senza distinzioni di sesso, età, credo religioso e politico. Fu una strage. Una pulizia etnica. Assoluta. 
Con la stipula del confine fra Italia e Jugoslavia del 1947, finiscono anche i massacri durati ben 4 anni.

martedì 27 gennaio 2015

Giorno della Memoria - 70 anni dalla Shoah 1945/2015


Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case,
Voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:

Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d’inverno.

Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole.

Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli.

O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi.

Primo Levi – “Se questo è un uomo”

lunedì 26 gennaio 2015

"Max e Helen" di Simon Wiesenthal - 70 anni di Shoah 1945-2015

 "Max e Helen" 
di Simon Wiesenthal
Garzanti, 01/2015
Traduzione di F. Saba Sardi
pp. 170, rilegato
€ 9,90
ISBN: 9788811688846


La vicenda di Max e Helen è una struggente storia d'amore realmente accaduta. 
Nata nei terribili anni della guerra e segnata dalla deportazione nazista nei campi di concentramento, è diventata per Simon Wiesenthal, il cacciatore di nazisti per antonomasia, il simbolo di ciò che la Storia di quel periodo ha significato per i destini delle singole persone,

martedì 20 gennaio 2015

"Il caso Arpur" di Andrea Carli

"Il caso Arpur"
di Andrea Carli
Casa Editrice Tresogni, 2014
pp. 96, brossura
€ 10,00
ISBN: 978-88-97320-35-7


Il romanzo racconta la storia di un giovane militare italiano, fatto prigioniero dai tedeschi dopo l'8 settembre, che riesce a resistere agli stenti e alle vessazioni dei campi di concentramento, rimanendo attaccato alla vita e ai propri principi morali grazie alla scrittura di un diario segreto su cui raccogli quasi quotidianamente le proprie riflessioni sulle atrocità naziste e sulle assurdità della guerra.

venerdì 6 giugno 2014

D DAY il giorno più lungo

Migliaia furono le vittime durante lo sbarco in Normandia. 
Milioni le persone liberate dall'oppressione nazista. 
70 anni fa si combatteva per la libertà. 
Onore agli uomini e donne che hanno donato la loro vita e si sono sacrificati per noi.


lunedì 10 febbraio 2014

10 febbraio: Giornata del Ricordo delle Vittime delle Foibe


Le foibe sono delle cavità carsiche naturali con ingresso a strapiombo. Qui migliaia gli italiani di Istria, Dalmazia, Trieste e Gorizia furono uccisi dalle truppe iugoslave guidate da Tito, fra il 1943 e il 1947, gettati morti e vivi.
Dopo la firma dell’armistizio dell’8 settembre 1943 i partigiani slavi, in Istria e Dalmazia, uccidono senza alcuna pietà gli italiani fascisti e non comunisti buttandoli nelle foibe. Venivano legati l’un con l’altro, si ammazzava il primo della fila che cadendo nello strapiombo trascinava gli altri, vivi. 
Primavera 1945: la Jugoslavia occupa l’Istria, Trieste e Gorizia. Le truppe guidate da Tito uccidono gli italiani senza distinzioni di sesso, età, credo religioso e politico. Fu una strage.
Una pulizia etnica. Assoluta. 
Con la stipula del confine fra Italia e Jugoslavia del 1947, finiscono anche i massacri durati ben 4 anni.
Febbraio 1947: l’Italia ratifica il trattato di pace che sigilla la fine della II Guerra Mondiale, ma Istria e Dalmazia diventano così jugoslave. Più di 300mila esuli scappano. C’è di più la sinistra italiana li ignora, dato che la Jugoslavia è un paese comunista alleato dell’URSS.

sabato 8 febbraio 2014

"Generation War"

Stasera vi consiglio la visione della seconda parte del film "Generation War" su Rai3. E' la storia di un gruppo di 5 amici tedeschi che credono che la guerra sia passeggera, ma che si ritrovano loro malgrado in una situazione che li catapulta in qualcosa di inaspettato e di orrido. Si parla poco della condizione dei tedeschi, di quei tedeschi che erano riluttanti alla guerra, al nazismo e allo stesso Hitler. Buona visione!






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A Randazzo (CT): "Voci dalla Shoah"


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sabato 19 ottobre 2013

"Dal Liberty al Razionalismo" in mostra al Museo Regionale di Adrano (CT)

Oggi pomeriggio alle 17,00 verrà inaugurata la mostra "Dal Liberty al Razionalismo: il segno grafico tra le due guerre nelle collezioni del museo di Adrano", presso il Museo regionale di Adrano ospitato all'interno del Castello Normanno.


mercoledì 16 ottobre 2013

Si ricorda oggi: 16 ottobre 1943 rastrellamento del Ghetto di Roma

Come si fa a fare finta che tutto questo non sia mai accaduto? Come si fa a far tacere la memoria? All'alba di 70 anni fa, il 16 ottobre del 1943, i tedeschi rastrellarono il Ghetto di Roma. 
1200 Ebrei furono deportati, 960 persone trovarono la morte nelle camere a gas di Birkenau. Dei 200 bambini portati via non se ne seppe più nulla...


La storia insegna affinché non si ripeta mai più! 


























lunedì 1 luglio 2013

1943-2013: 70 anni dell'Operation Husky

L'operazione Husky (cane da slitta) fu il primo sbarco alleato sul suolo italiano che, durante la Seconda Guerra Mondiale permise, con l'utilizzo di sette divisioni di fanteria (tre britanniche, tre statunitensi e una canadese) l'inizio della campagna d'Italia. L'operazione Husky costituì una delle più grandi azioni navali mai realizzate fino ad allora. Le grandi unità impegnate appartenevano alla 7ª Armata USA al comando del generale George S. Patton, e l'8ª Armata britannica al comando del generale Bernard Law Montgomery, riunite nel 15º Gruppo di Armate, sotto la responsabilità del generale inglese Harold Alexander.
La campagna ebbe inizio con lo sbarco in Sicilia (a Licata, tra Gela e Scoglitti e tra Pachino e Siracusa) delle forze alleate, tra il 9 e il 10 luglio 1943, a cui presero parte circa 160.000 uomini. Perdite militari italiani sono segnalati per essere 4.325 morti, 32.500 feriti e 116.681 catturati.
L'attacco all'Italia fu deciso da americani ed inglesi durante la Conferenza di Casablanca del 14 gennaio 1943 (a tal proposito, celebre rimase la definizione dell'Italia di Winston Churchill: «L'Italia è il ventre molle dell'Asse») e la pianificazione e l'organizzazione venne affidata al generale Dwight Eisenhower.
(fonte Wikipedia, clicca qui)


In questo mese si festeggiano i 70 anni dell'Operation Husky.
La Storia ci insegna che la guerra, come strumento di tortura, di morte e di distruzione, lascia sia nei vincitori che nei vinti un senso di morte interiore, una richiesta di vita a cui spesso non si può rispondere. Leggendo anche diversi libri come “Il Farmacista di Auschwitz” di Dieter Schlezack, che raccoglie le testimonianze di morte raccolte durante il processo di Norimberga, “Se questo è un uomo” di Primo Levi, “L’ultimo sopravvissuto” di Sam Pvinik o, ancora “Quelli che ci salvarono” di Jenna Blum lasciano ben pochi dubbi sull'inutilità della guerra e sulla distruzione materiale e immateriale che essa comporta.
Mia nonna mi racconta che lei dodicenne si nascose con la famiglia nelle campagne di Bronte alla Difesa, una zona boschiva che si inerpica su nell'Etna. Ebbene, quando vennero i Tedeschi, lei insieme alle sue sorelle e cugine, furono sporcate con fango e polvere per sembrare più brutte. Un altro racconto di famiglia ha per protagonista uno zio che scappò con il suo cavallo su per l'Etna, sempre dalla Difesa, per non farlo prendere ai Tedeschi, che lo inseguirono ma, per fortuna, invano!
Festeggiare i 70 anni dell’Operation Husky significa ringraziare quelle donne e quegli uomini che venuti da Paesi lontani, si sacrificarono per noi.
Thank you Soldiers!

domenica 27 gennaio 2013

XIII Giornata della Memoria


XIII Giornata della Memoria, per non dimenticare gli orrori della II Guerra Mondiale. Ricordare è d'obbligo, affinché gli orrori dell'Olocausto non succeda mai più. Nessun uomo deve essere catalogato tramite un numero tatuato sul braccio. Nessun uomo deve morire solo perché Ebreo, Rom, Caminante, Omossessuale, Bambino, Donna o Uomo che non vada bene ad un altro. Nessuno deve permettersi di mettere in discussione la verità storica e dolorosa che ha segnato la II Guerra Mondiale. Nessuno può mettere in discussione l'uccisione barbara e cruda di circa 7 milioni di Ebrei nelle camere a gas, nei campi di sterminio. Nessuno si deve permettere di dire che la follia nazista era solo follia. Ieri sera ho visto il film su Giorgio Perlasca, nominato Giusto fra i Giusti fra le Nazioni. Tanti come lui hanno fatto il possibile per salvare vite umane. Chissà quanti Giusti non ancora conosciuti nella storia ci sono stati e che la storia non conosce.
La scritta nella foto "Arbeit macht frei" posta all'ingresso del campo di sterminio di Auschwitz, significa il lavoro rende liberi. Un modo davvero ironico dei nazisti di prendere in giro le loro vittime. Il lavoro rendeva liberi dalle sofferenze patite? dalle morti? dalla disperazione di aver perso figli, mogli, mariti, madri e padri?

Chiara D'Amico