venerdì 16 luglio 2010

"La lunga vita di Marianna Ucrìa", di Dacia Maraini.


"La lunga vita di Marianna Ucrìa"
di Dacia Maraini
Rizzoli, 1992
pp. 272
€ 8,00

La Sicilia della prima metà del Settecento; una grande famiglia palermitana dalle molte arroganze e dalle molte miserie; Marianna, una bambina destinata, come le sorelle e cugine, a sposarsi e ad arricchire di nuovi eredi il casato, oppure a vestire il velo del monacato, rifuggendo i piaceri del mondo per dedicarsi alle preghiere, a cuocere dolci, a ricamare.
Ma Marianna è diversa dalle altre, è sordomuta, e, se vuole comunicare con il mondo che la circonda, con il mondo cho cui ha a che fare e nel quale vuole vivere, deve imparare a esprimersi scrivendo, a riversare nella scrittura i suoi sentimenti e le sue idee.
Ecco lo spunto da cui prende le mosse questo pronfondo e intenso romanzo di Dacia Maraini, un romanzo dove la forza dei sentimenti, i colori con cui vengono descritti gli ambienti (da quelli più sfarzosi a quelli dove la miseria sembra una piaga biblica), l'intensità della creazione di caratteri e situazioni sorprendono il lettore, lo travolgono, lo affascinano, lo rapiscono.
Una biblioteca nella quale è raccolto il sapere di un'epoca splendida e miserabile, colta e ignorante; una famiglia la cui esistenza è scandita da un susseguirsi di matrimoni, parti, monacazioni, dalle visioni di autodafé e di impiccagioni, da festini, cene, balli, squartamenti: tenerezze e deliri di una società avviata irreversibilmente al tramonto, chiusa nel suo egoismo storico e nella sublime ignoranza di sé e degli altri. Un amore dsperante e disperato scoperto dopo anni di solitudine sentimentale e vissuto sensualmente, senza riserve, senza ipocrisie, con un'intensità di cui solo una donna, una vera donna (e non una vuota maschera) può essere capace. Un romanzo indimenticabile abitato, attraversato, permeato da una tensione narrativa che incalza il lettore, lo introduce in un mondo popolato di fatti e di personaggi - ora drammaticamente vivi, ora morti come le immagini di vecchi quadri dimenticati - ma nello stesso tempo sigillato dal più misterioso e inquietante dei silenzi che una mente femminile possa ospitare.