martedì 13 luglio 2010

Recensione: "Io vado scalza" di Angela Barbieri

"Io vado scalza"
di Angela Barbieri
Monte Grappa Edizioni, 2009
pp. 90
€ 10,00




"Io vado scalza" è il primo romanzo di Angela Barbieri, vincitore della 1° edizione del Premio Nazionale Letterario "Un Fiorino".
La narrazione è chiara e ben definita, anche se la casa editrice non ha curato bene l’editing del romanzo si trovano, spesso, frasi lasciate a metà.

Le protagoniste del romanzo sono tre donne: Angela, Lory e Miriam. Tre donne diverse, tre storie familiari differenti, ma con un unico filo conduttore che le accomuna: la sofferenza dell’anima.

Angela ha un non-rapporto con la madre, un rapporto difficile, cresce e vive in famiglia senza quell’amore che dovrebbe legare una mamma ad un figlio. La madre la considera diversa dai fratelli, ritiene che Angela e la sua stessa vita siano inutili, e tutto questo non farà che aumentare le distanze fra loro. Angela tutto questo lo vive male, fino al punto in cui decide di prendere tutto per andare a vivere con Michele, sparire così senza dire niente alla sua famiglia. Purtroppo per lei, Michele non sarà il principe azzurro che ha sempre sognato.

La seconda protagonista è Lory, fidanzata con Gianluca, la quale scopre per caso che il suo uomo si divide fra lei e Clarissa. Lory non sa che fare se non continuare la storia ambigua, fino a quando scopre di essere incinta nello stesso momento in cui è incinta anche la rivale. Allora deciderà di andare via.

L’ultima è Miriam sposata con un figlio, ma anch’essa infelice. Ha un’agenzia di viaggi e qui conoscerà Maurizio.

Tutte e tre, durante il loro cammino lungo la strada chiamata vita, fatta di solitudine e di sofferenze, si ritroveranno ad dover affrontare una grande trauma e dolore: la perdita del proprio bambino, portato in grembo.
Si conosceranno in una stanza d’ospedale e diventeranno amiche, instaurando un legame forte e raro, fatto di affetto, di sincerità e di aiuto reciproco e trovando assieme la forza di reagire, vivendo, finalmente, per loro stesse.

Emblematica è l’ultima frase pronunciata da Angela: «Io? Io vado scalza».

Finalmente, con queste parole, lei si riapproprierà della sua vita, diventando essa stessa arbitro della sua esistenza, liberandosi da tutte le paure e oppressioni psicologiche che fino a quel momento ha dovuto subire. Ora è finalmente pronta a riscattarsi, avendo acquisito la consapevolezza di poter vivere da sola, riscoprendosi forte interiormente e capace di affrontare ogni avversità.

Non sono forse le grandi sofferenze a rafforzarci?


Recensione di Chiara D'Amico