lunedì 13 dicembre 2010

SANTA LUCIA: FRA STORIA E CUCINA.


Oggi 13 dicembre la Chiesa festeggia Santa Lucia.
La storia inizia con la sua nascita a Siracusa, intorno al 283, figlia di nobili, rimane orfana di padre, e vive sola con la madre Eutichia. La madre contrae una grave malattia al sangue e Lucia, andata a Catania, fa voto di castità e di rinuncia alla vita agiata sulla tomba di Sant’Agata. Quando ritorna a Siracusa, Eutichia guarisce, così Lucia rinuncia al suo matrimonio e convince la madre a cedere tutti i beni a sostegno dei poveri. Fu denunciata dal fidanzato come cristiana, fatta arrestare da Pascasio, console di Siracusa. Riguardo al suo martirio ci sono due versioni una latina e una greca e, per gli studiosi, quest’ultima è la più credibile. Fu torturata ed uccisa il 13 dicembre del 304, divenne Santa e Patrona di Siracusa. La leggenda narra che durante la tortura le furono strappati gli occhi, infatti nell’iconografia viene raffigurata con una tazza in mano contenente i suoi occhi, per questo motivo viene considerata la protettrice degli occhi e della vista.
Una certa iconografia, però, la raffigura con in mano un mazzo di spighe e la tazza recante una fiaccola, accostandola alla dea greca Demetra o alla romana Cerere.
Demetra è la divinità della terra coltivata, protettrice dei campi e dell’agricoltura, conosciuta dai Romani con il nome di Cerere. Le sue leggende si sono diffuse nelle zone del Mediterraneo in cui si coltiva il frumento, soprattutto in Sicilia e in Grecia.

Nel 1039 il generale bizantino Giorgio Maniace toglie momentaneamente agli Arabi la Sicilia orientale, trasporta a Costantinopoli il corpo di Lucia. Quando poi questa cadde per mano dei crociati nel 1204, il doge Enrico Dandolo ordina di portare le sacre spoglie a Venezia, dove il corpo giace tutt’ora. Siracusa, infatti, conserva delle piccole reliquie.

La leggenda narra che nel 1646 Siracusa fu colpita da una grave carestia durante la dominazione spagnola e, nella disperazione vissuta dalla popolazione, giunse una nave carica di frumento per alcuni a Siracusa, secondo altri a Palermo. Questo avvenimento è stato ritenuto un miracolo e da quel giorno in poi, per devozione a Santa Lucia, il 13 dicembre di ogni anno si mangia la cuccìa (grano bollito).

Il termine cuccìa viene da si cuccìa, terza persona singolare del verbo cuccìari, derivato da còcciu cosa piccola, chicco.
Anticamente la cuccìa era un piatto salato, grano cotto con le verdure, ma ora si consuma preferibilmente dolce. Non è un piatto strettamente siciliano, basti pensare alla pastiera napoletana. Per preparare il piatto occorre mettere a bagno il grano per 2-3 giorni e cuocerlo generalmente nel latte. Si può condire con crema di ricotta, crema di cioccolato, ciliegie candite e con tutto ciò che la fantasia ci suggerisce.

Cuccìa salata, ingredienti per 4 porzioni:
• 200 g di frumento,
• 80 g di ceci,
• 2 foglie di alloro,
• 3 cucchiai di olio extravergine di oliva,
• sale e pepe.

Preparazione:
1. Lasciate a bagno i ceci e il frumento in acqua fredda per 12 ore.
2. Trascorso questo tempo, risciacquateli con cura e fateli cuocere con l’alloro a fuoco lento in abbondante acqua salata per 2 ore, o fino a quando i chicchi di frumento non si saranno ‘aperti’ e l’acqua avrà assunto un colore biancastro.
3. Trasferite la cuccìa in una terrina abbastanza capiente; condite con olio, un pizzico di sale e una macinata di pepe, mescolando con cura prima di servire.
Vini consigliati Delia Nivolelli Inzolia (bianco) e Orvieto Classico (bianco).

Cuccìa dolce, ingredienti per 6 porzioni:
• 500 g di frumento di grano tenero,
• 400 g di ricotta fresca,
• 250 g di zucchero,
• un pizzico di cannella in polvere,
• 0,1 dl di latte,
• 50 g di cioccolato fondente,
• 150 g di zucca candita.

Preparazione:
1. Pulite il frumento scartando eventuali corpi estranei, lavatelo, versatelo in un recipiente, copritelo di acqua e lasciatelo riposare per 24 ore.
2. Trascorso tale tempo, sciacquate il frumento, unite 5 l di acqua e lessatelo a fuoco basso per circa 2 ore. Sarà pronto quando i chicchi risulteranno ben teneri e avranno assorbito quasi interamente l’acqua. Scolate quindi il frumento e mettetelo in un’insalatiera.
3. Con la forchetta mescolate la ricotta unendovi lo zucchero e un pizzico di cannella. Passatela poi al setaccio in modo che risulti liscia e senza grumi. Se si presenta troppo asciutto, diluite il composto con un goccio di latte.
4. Tagliate il cioccolato a scagliette e la zucca candita a pezzettini; mescolate al frumento amalgamando accuratamente.
5. Sistemate la cuccìa su un piatto da portata, fatela raffreddare per 2 ore e servite.
Vini consigliati Moscato di Noto (bianco) e Recioto di Soave (bianco).

Santa Lucia non viene festeggiata solo a Siracusa, ma anche in altre città della Sicilia fra cui Belpasso. Qui troviamo alcune reliquie rilasciate nel 1654 dal vicario generale di Catania e messe in salvo durante l’eruzione dell’Etna del 1669, che cancellò il paese. A Belpasso si celebra come patrona dal 1636, ma era già venerata in precedenza, i fedeli pregavano la Santa ai piedi di un grande quadro sito nella Chiesa della Madonna delle Grazie del convento dei Carmelitani.
Santa Lucia viene festeggiata anche nel Nord d’Italia, dove esiste una tradizione legata ai doni di Santa Lucia.

Inoltre, anche all'estero si onora la Santa: Argentina, Austria, Brasile, Danimarca, Finlandia, Repubblica Ceca, Saint Lucia, Spagna e Svezia.
In Svezia è molto venerata dalla chiesa cattolica e luterana. Ogni anno c'è un’elezione per la Lucia di Svezia che raggiunge Siracusa durante i festeggiamenti dedicati alla Santa.

Con questo non mi resta che augurare a tutti coloro che portano il nome di Lucia, i miei più sinceri auguri di buon onomastico.

Chiara D'Amico 


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