lunedì 25 marzo 2013

Recensione: "Le notti al Santa Caterina" di Sarah Dunant


“Le notti al Santa Caterina”
di Sarah Dunant
Traduttore: M. Ortelio
Neri Pozza, 2009
pp. 439, brossura
€ 18,00



Il libro ci proietta in un mondo a noi sconosciuto, un modo di vivere che per noi, abituati ad essere liberi, è impossibile da capire: la vita di clausura, soprattutto se questa è coercitiva.
L’autrice Sarah Dunant, come un’abile tessitrice, intreccia le vite delle suore che abitano il convento di Santa Caterina, nella Ferrara del 1570. 

La storia si svolge, essenzialmente, attorno a tre figure principali: la monaca speziera Zuana, la novizia Serafina e la badessa Madonna Chiara. Queste tre donne hanno una storia differente alle spalle, ma alla fine questa diversità sarà la salvezza per tutte, le farà unire e sarà per loro la chiave di svolta.

La monaca speziera Zuana è la figlia di un medico e professore universitario, che le ha impartito i suoi insegnamenti, ma alla morte del padre ha dovuto varcare i cancelli del Santa Caterina, con i bauli carichi di libri, per continuare a studiare e a sperimentare le varie erbe, (le spezie appunto), giacché all’epoca non era permesso ad una donna studiare. Ella è il personaggio chiave del romanzo. È lei che cerca di calmare la novizia Serafina durante la sua prima notte. Successivamente la prenderà come aiutante e, alla fine la aiuterà ad esaudire il suo più grande desiderio. 
Zuana è importante per la vita del convento, perché attraverso i suoi studi e sperimentazioni cura le suore dai vari malanni che le affliggono.
La novizia Serafina è una fanciulla proveniente da una famiglia nobile di Milano, indotta a prendere i voti forzando la sua volontà. Era consuetudine del tempo far sposare una sola figlia e rinchiudere le altre all’ombra dei chiostri. Serafina all’inizio è presa dalla rabbia e dallo sconforto, infatti la sua prima notte non passa inosservata. Ella è presa dalla rabbia e dallo sconforto per essere stata sepolta viva, e privata della sua stessa vita e del suo amore verso il suo Jacopo. Sarà proprio l’amore, corrisposto, che nutre verso questo giovane che la porterà a reagire e a superare i vari ostacoli che le si presenteranno davanti.
Madonna Chiara, la badessa del convento, proviene da una famiglia nobile ferrarese molto potente. È in convento dall’età di sei anni, ma è una donna determinata ed autoritaria, capace di tenere ben saldo il timone di tutta la comunità di religiose, pronta a reprimere ogni minimo tentativo di insubordinazione operato dalle altre suore. Sarà proprio l’amore che ella ha verso il potere che le farà cambiare idea sulla vocazione di Serafina e ascolterà i consigli di Zuana.

Nel testo sono presenti altri personaggi, fra cui: suor Umiliana, la maestra delle novizie, suor Benedicta, la maestra del coro, suor Federica, la cuoca, suor Apollonia, suor Isbeta, la suora guardiana, e tante altre che vivono la condizione di clausura in modo diverso.

Il titolo del libro ”Le notti al Santa Caterina”  è tutto un programma: perché inizia e finisce di notte.
L’autrice in una nota scrive che il convento di Santa Caterina, ma ella ha preso spunto dalla storia del monastero ferrarese di Sant’Antonio in Polesine.

È importante riflettere sulla condizione della donna nell'epoca trattata, in quanto era vista come un oggetto, un pezzo di scambio, tra la dote e i privilegi che otteneva la famiglia di appartenenza, facendola sposare a quel membro di una famiglia piuttosto di un altro, o rinchiudendola in un convento, senza pensare minimamente alle sue aspettative, desideri, e alle sofferenze fisiche e mentali che una tale decisione provocava in chi la subiva. 
Infatti, l’autrice dedica il libro a tutte le donne che sono state rinchiuse e private della loro vita contro la loro volontà in un convento, con il bene placido del Vaticano.

Recensione di Chiara D'Amico


P.S.: la recensione è del 07/05/2010 è stata da me corretta e inserita per intero.